
Si avvicinano le elezioni presidenziali in Brasile, che si svolgeranno domani 4 ottobre 2026, con il primo turno. (Se nessuno dei candidati ottiene o supera il 50% dei voti, si va al secondo turno/ballottaggio il 25 ottobre).
Secondo i dati del TSE (Tribunal Supremo Eleitoral, ergo la Corte Elettorale Superiore), quest’anno in Brasile ci sono 158 milioni di elettori aventi diritto al voto.
I candidati alla presidenza sono 13, ma quelli principali sono l’attuale presidente Lula e l’avversario Flávio Nantes Bolsonaro, il figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, attualmente condannato a 27 anni di carcere per il golpe del gennaio 2023. Al terzo posto nei sondaggi ci sarebbe anche Augusto Jorge Cury, un noto medico, psichiatra, scrittore, professore e politico brasiliano, ma la campagna elettorale è estremamente polarizzata intorno a Lula e Bolsonaro.

Queste sono le elezioni più importanti del 2026 e molto importanti per il Brasile, il principale colosso geopolitico latinoamericano.
Come dicevo prima: secondo gli ultimi sondaggi, Lula e Flávio sono i principali competitori e sono quasi in parità, con un lieve vantaggio di Lula sull’avversario.

Flávio Bolsonaro (a destra)
Lula, candidato di sinistra, è faticosamente a caccia del quarto mandato (non consecutivo) e tenta di difendere la sovranità nazionale dalle interferenze esterne, mentre il candidato di destra Flávio, nonostante i vari scandali giudiziari della sua famiglia, prova a fare ritornare alla presidenza il Clan Bolsonaro con il beneplacito di Trump e Netanyahu. E a proposito di beneplacito l’Agencîa Brasileira de Inteligencîa-ABIN (cioè i servizi segreti brasiliani) di recente ha stilato un rapporto importante nella quale afferma, guarda caso, che c’è un altissimo rischio di interferenze statunitensi nelle elezioni brasiliane….
Delle elezioni che possono avere un enorme impatto sugli equilibri geopolitici mondiali e sulla direzione politica che prenderà il Sudamerica.
Ed a proposito di importanza geopolitica del Brasile, vi riporto e sottolineo che il paese sudamericano è la più grande economia dell’America Latina, la seconda più grande economia dell’intero Continente Americano ed è la principale potenza agricola globale, con l’agricoltura brasiliana che vale il 25% del PIL nazionale ed è capace di sfamare addirittura un miliardo di persone a livello mondiale.
È anche uno dei Paesi fondatori dei BRICS e attualmente alle prese con una guerra tariffaria con gli Stati Uniti, a causa dei dazi al 25% imposti da Donald Trump. Dei dazi malvisti dal popolo brasiliano, che ha interpretato tale mossa trumpiana come un favoreggiamento alla famiglia Bolsonaro.
Vedremo come evolverà la situazione; io personalmente ipotizzo e presumo che Lula vincerà faticosamente il suo 4° mandato, ma in conclusione vi lascio una piccola curiosità.
Come avrete intuito, il candidato Flávio Bolsonaro ha palesi origini italiane, il cui cognome originario era “Bolzonaro” e suo bisnonno paterno era originario della regione Veneto.
La comunità italo-brasiliana è una delle più grandi comunità di discendenti italiani al di fuori dell’Italia propriamente detta, con 32 milioni di persone, pari al 15% della popolazione brasiliana. Inoltre il gigante sudamericano ha avuto perfino 4 presidenti di origini italiane! Di seguito la lista:
1) Pascoal Ranieri Mazzilli, fu brevemente presidente per ben due volte, nel 1961 e nel 1964.

2) Emílio Garrastazu Médici, dal 1969 al 1974.

3) Itamar Augusto Cautiero Franco, dal 1992 al 1995.

4) Jair Messias Bolsonaro, dal 2019 al 2023.

(Le fonti consultate per l’articolo sono: ISPI, Correio Braziliense, Opinião, Agência Brasil, Emiliano Guanella, Globo1, Telesur, Claudileia Lemes Dias, “Superpotenza Brasile” di Hermann Rupold, Worldometer, Economics, Fondo Monetario Internazionale, Agência Brasileira de Inteligencîa)
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