I MONDIALI 2026 TRA GEOPOLITICA, STORIA E ACCESSIBILITÀ ALLE PERSONE DISABILI

Domani inizieranno i Mondiali di calcio 2026, ergo la ventitreesima edizione.

Sarà la seconda volta che il torneo verrà ospitato da più di un Paese, ovvero Messico, Stati Uniti d’America e Canada, dopo l’edizione del 2002 svoltasi in Corea del Sud e Giappone.

Storicamente parlando, se si contano le edizioni del 1970 e del 1986, il Messico diventerà la prima nazione a ospitare per la terza volta un campionato mondiale di calcio. Invece se per il Canada costituirà la prima volta in assoluto, per gli Stati Uniti d’America sarà la seconda volta dopo il 1994.

Ovviamente Donald Trump sta sfruttando l’evento calcistico per cercare di migliorare la sua immagine politica e quella geopolitica degli Stati Uniti.

Un modus operandi che però non sta ottenendo i risultati sperati.

Lo sport tecnicamente dovrebbe unire il mondo, eppure gli USA hanno dimostrato più di una volta atteggiamenti antisportivi nei confronti dell’Iran, sullo sfondo della guerra persa in Medio Oriente e la questione irrisolta dello stretto di Hormuz, che è stato fraternamente accolto dal Messico per partecipare alla Coppa del Mondo FIFA 2026, dopo che si sono verificate complicazioni amministrative con il rilascio dei visti negli Stati Uniti.

Vista l’attuale guerra in medio oriente, i funzionari della FIFA hanno confermato il nord del Messico, nello specifico le strutture degli “Xolos” di Tijuana, come quartier generale ufficiale della squadra mediorientale.

Ancora una volta, il gigante paese latinoamericano si è dimostrato moralmente superiore ai bellicosi confinanti USA.

Passiamo ora alle questioni sociali. Questa edizione della Coppa del Mondo segnerà una pietra miliare storica nello sport globale grazie ad una serie di novità.

Per la prima volta, il 100% delle partite avrà audiodescrizione e lingua dei segni per i tifosi ciechi e sordi. Il torneo aggiungerà anche tecnologia tattica, mobilità personalizzata e sale di inclusione sensoriale. Tutto questo ha lo scopo di rompere le barriere affinché anche i tifosi con disabilità condividano la stessa passione, c’è un però a causa della poca trasparenza e corruzione della FIFA dovuto al prezzo elevato dei biglietti di partite, trasporti e alberghi negli stati Uniti.

Un biglietto per assistere a una partita costa in media 1.600 dollari, che al tasso di cambio attuale sono 1377 euro, ma come se non bastasse viene fatto pagare il biglietto anche all’accompagnatore di una persona disabile!

Il biglietto accessibile e meno caro per la partita finale costa 4.185 dollari, cioè 3600 euro!

Inutile dirvi che sono scoppiate enormi polemiche per i prezzi e per la questione dell’accessibilità ai disabili.

In pratica questa edizione 2026 sarà la più costosa di sempre.

C’è da chiedersi: Questo mondiale riuscirà a trasformare definitivamente l’accessibilità nello sport? Unirà veramente tutte le squadre del mondo in nome dello sport, della sportività, della condivisione e della pace?

Io personalmente ho qualche serio dubbio…

(Fonti: Telesur, RSI, Il Fatto Quotidiano, disabili.com, TPI, BBC, Euronews, La Jornada, TV Azteca)

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