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Quest’anno ho avuto il piacere di viaggiare in uno dei Paesi sudamericani più belli e ricchi di storia ed arte, per questo ho deciso di condividere con te un reportage raccontandoti di storia, cultura, geopolitica e mostrandoti foto da me scattate!
Questo Paese viene chiamato anche “Culla delle patate” dal momento che ne esistono ben 5000 varietà diverse e ne vengono scoperte di nuove periodicamente!
No, non sto parlando della Bielorussia, bensì della Repubblica del Perù.
Il Perù infatti è uno dei principali esportatori di patate, caffè e cacao, uno dei più pregiati e buoni al mondo. Infatti la regione amazzonico-peruviana di San Martin è la più grande produttrice di cacao, il quale viene in gran parte esportato in Giappone, Cina e USA. Inoltre il caffè peruviano appartiene alla variante robusta, completamente diverso da quello che beviamo in Italia, che invece è caffè arabico in gran parte importato da Brasile e Vietnam.
Ogni anno dai 5 ai 6 milioni di turisti visitano il paese andino, che vede la presenza di vari siti UNESCO tra i quali i centri storici di Lima e Cusco, una delle 7 meraviglie del mondo Macchu Picchu, le Linee di Nazca e la città sacra di Caral-Supe.
Nonostante le molte sacche di povertà, l’economia cresce vertiginosamente.
La cucina peruviana è una delle migliori di tutta l’America latina e una delle migliori al mondo. Tra i piatti tipici troviamo il ceviche, lomo saltado, aji de gallina e numerose bevande ai frutti ed erbe.
Il Perù è riconosciuto mondialmente per la sua produzione artigianale tessile e per la produzione della pregiata fibra di alpaca, lama e vicuña.
Il Perù, la cui capitale è Lima, è il Paese con la più grande biodiversità al mondo, una superficie di 1,2 milioni di kmq e conta 34 milioni di abitanti.
Tra le lingue parlate oltre allo spagnolo (castellano) ci sono l’aymara e il quechua, che stava scomparendo ma che per fortuna negli ultimi anni è stato riscoperto soprattutto dalle nuove generazioni.
Per quanto riguarda la religione, è ancora a maggioranza cristiana Cattolica con un 70-80%, del resto l’attuale Pontefice Leone XIV è peruviano! C’è anche una presenza cospicua di persone, soprattutto indigeni e nuove generazioni, che praticano i culti religiosi pre-ispanici, circa il 20%. Ad esempio c’è un villaggio nella Valle Sacra chiamato Huasao dove risiedono moltissimi sciamani, infatti è considerata la capitale dello sciamanesimo peruviano.

Ma prima facciamo velocemente un tuffo nel passato…
Nel 1821 il Perù ottiene l’indipendenza dall’Impero Spagnolo. Nel 1880 insieme alla Bolivia combatte contro il Cile nella cosiddetta Guerra del Pacifico, che alla fine sarà vinta dal Cile. In questo conflitto spicca la figura del generale militare Francisco Bolognesi (per metà di origini genovesi) che ha guidato i soldati peruviani nella battaglia di Arica del 7 giugno 1880 contro i Cileni. Oggi è considerato eroe nazionale peruviano, infatti gli è stato dedicato un parco a Lima, che ho personalmente visitato ed amato per la sua calma e amenità.

Nel corso dell’Ottocento e Novecento il paese sudamericano ha avuto diversi governi, dittature come ad esempio quella di Óscar Benavides tra il 1933 e 1939 e vere e proprie giunte militari come quella che governò dal 1968 al 1980. Dagli anni ’80 iniziò a sorgere anche il problema del terrorismo compiuto da gruppi quali MRTA e Sendero Luminoso. Successivamente negli anni ’90 alla presidenza sale Alberto Fujimori.

Il periodo di potere di Alberto Fujimori (1990-2000) è al centro di un grande dibattito tra i peruviani, con cui ho avuto occasione di parlare, e gli storici. C’è chi lo vede come un dittatore che ha portato solo distruzione in campo economico con le sue politiche liberiste e per le politiche eugenetiche contro le donne native indigene che hanno subito la sterilizzazione, e c’è chi invece lo vede come colui che nonostante i modi violenti applicati in campo economico e della sicurezza, ha comunque sconfitto il terrorismo e pacificato il Perù migliorandolo e portandolo ad essere ciò che è oggi.
Dopo il periodo di Fujimori, il Perù vede la presidenza di diversi politici fino ad arrivare all’attuale Presidente Dina Boluarte, chiamata La Presidenta, subentrata nel 2022 in seguito all’arresto del Presidente Pedro Castillo in carcere per tentato auto-golpe (o golpe). Con la sua nomina ci furono violente proteste che vennero soppresse nel sangue da Dina lasciando sul campo ben 60 morti e diversi feriti.

Il Presidente infatti è odiatissima dai peruviani, soprattutto nel sud del paese. Secondo gli ultimi sondaggi, Dina Boluarte avrebbe solo il 3% di approvazione popolare. Pacifiche proteste giornaliere si svolgevano fino a fine agosto di fronte alla sede del governo, dov’è stato tutto transennato e vige la presenza di poliziotti. Qui sotto la foto.

Dina Boluarte inoltre ha corrotto tutti i parlamentari ed ha appoggi nel governo e nel congresso che le permettono di stare comodamente al potere e rendono difficile un eventuale rovesciamento. Neanche a dirlo, “ruba” un sacco di soldi ed è spesso travolta da scandali di corruzione, come lo scandalo degli orologi Rolex ottenuti illegalmente, lo scandalo dei ritocchi chirurgici facciali ed uno stipendio di 35 mila sol al mese (sono 8.600 €), nel mentre una parte non indifferente del popolo peruviano fa fatica ad arrivare a fine mese. Come riferito dai locali: “Nessun presidente è arrivato ai livelli di schifo e malgoverno di Dina Boluarte. Il presidente precedente Pedro Castillo era corrotto, ma sicuramente migliore di Dina”.
A partire dalla fine di settembre sono riesplose le proteste contro la Presidenta, specialmente da parte della generazione Z di giovanissimi che lottano per un futuro migliore e dato che le elezioni presidenziali si avvicinano, infatti si svolgeranno ad aprile 2026.

Ora ritorniamo a noi.. Ho iniziato il mio viaggio nella capitale Lima!
La metropoli ha 11 milioni di abitanti, ciò significa che su 34 milioni di abitanti 1/3 dei peruviani vive nella conurbazione Lima-Callao, una delle zone più popolose del Perù e del mondo.
Il significato della parola Lima è affascinante. La città è attraversata dal fiume Rimaq, che in spagnolo significa hablador (colui che parla). Quando i colonizzatori spagnoli chiesero ai nativi indigeni come si chiamasse il fiume, essi capirono e tradussero in modo sbagliato come “Limaq” che più tardi si trasformò in quella che oggi è Lima.
La capitale è stata costruita su un deserto, infatti per chi non lo sapesse una buona parte della zona costiera peruviana è desertica, ma a compensare la tristezza dell’aridità del suolo spoglio ci pensa l’immenso Oceano Pacifico visto dalla spiaggia, che è talmente magnetico che è difficile non rimanere imbambolati nell’ammirarlo.
Una delle capitali sudamericane più sottovalutate, forse è anche l’unica al mondo e in Sudamerica ad avere all’interno del tessuto urbano un grande sito archeologico, parlo di “Huaca Pucllana“, l’unico sopravvissuto all’interno della metropoli durante l’urbanizzazione selvaggia nel corso del Novecento ed inizio anni Duemila. Huaca Pucllana fu una piccola città abitata dalle culture Huari e Ychsma, in seguito gli spagnoli nel ‘500 conquistarono la zona e ricoprirono di terra tutto il sito storico perché considerato pagano, dato che gli spagnoli dell’epoca erano dei fanatici cattolici. Infatti imposero la religione cristiana come l’unica da professare. Nel sito archeologico sono state scoperte centinaia di tombe delle culture Huari e Ychsma, l’ultima è stata scoperta nel 2023 e si stima che gli scavi archeologici continueranno per altri 30 anni! Un gioiello storico, che ti lascia senza parole!

La vita politica e culturale peruviana è molto intensa e vi è un grande dibattito non solo tra i vari partiti politici, ma anche sulla colonizzazione spagnola, tant’è che per esempio la statua dedicata al Conquistador Francisco Pizarro fu rimossa qualche anno fa. In seguito sono di nuovo scoppiate polemiche per la nuova statua di Francisco Pizarro installata a gennaio 2025, che ho avuto l’occasione di vedere.

Tutt’ora c’è una controversia e dibattito sulla figura del conquistador, malvisto specialmente dai nativi americani come i quechua e aymara, così come è malvisto il periodo coloniale Spagnolo. Il tribunale dell’Inquisizione cattolica ad esempio uccise 3000 indigeni durante l’inquisizione e colonizzazione spagnola. Inoltre sempre Pizarro fonda la città di Lima nel 1543, all’epoca fondata e chiamata con il nome di “Ciudad de Los Reyes”. Gli spagnoli preferirono Lima a Cusco per via della vicinanza al mare e all’acqua, e comunque facilmente raggiungibile rispetto a Cusco. Lima inoltre è chiamata la “città grigia” perchè piove quasi sempre, il clima è paragonabile a quello di Londra.
Parlando di religione, a parte la classica presenza di Testimoni di Geova, negli ultimi anni sono proliferate molte chiese di stampo protestante-statunitense, nello specifico chiese battiste ed evangeliche, e quello che risalta sono gli elevati standard architettonici di suddette chiese. Quest’ultime sono numerose soprattutto nelle zone povere, come la città di Callao. Quasi come se le chiese evangeliche proliferassero dove manca ed è assente la chiesa Cattolica, ecco spiegato uno dei tanti motivi del successo evangelico in Sudamerica, come nel confinante Brasile.

nel distretto di Miraflores a Lima
Altri segni dell’impronta statunitense sono le auto come Ford e Chevrolet, la presenza pervasiva di dollari nel cambio moneta o prelievo di contanti. L’euro negli ultimi anni sta lentamente cominciando ad essere accettato, specialmente nelle metropoli, ma è sempre consigliabile fare il cambio con la valuta locale, el Nuevo Sol, tradotto in italiano il sole, perché quest’ultimo era molto venerato durante l’impero Inka. Inoltre il Sol è attualmente una delle valute più potenti dell’America Latina.

Si nota anche una fortissima impronta asiatica (coreana, cinese e giapponese) con un elevatissimo numero di macchine asiatiche quali Mitsubishi, Suzuki, Nissan, Honda, Hyundai, Kia, Dr, Dongfeng, Geely, Subaru. Anche nel mondo cinematografico ci sono tantissime serie TV coreane. Quello che noi chiameremmo “soft power asiatico” si fa parecchio sentire. Uniche eccezioni europee sono le auto come la Volkswagen, Mercedes e BMW tedesche e la Volvo svedese.
Parlando sempre di Asia, a Lima non poteva mancare di certo la classica “Chinatown”, presente anche in Italia. Decenni fa molti cinesi emigrarono in Perù e diedero un enorme contributo come operai nella costruzione della prima ferrovia peruviana, la Lima-Huancayo, costruita e terminata tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900.
Per quanto riguarda l’emigrazione italiana ed i rapporti italo-peruviani, moltissimi italiani nel corso dell’Ottocento emigrarono e tutt’ora si concentrano lungo la conurbazione Lima-Callao. Si stima che mezzo milione di peruviani abbia lontane o parziali origini italiane. Ho conosciuto peruviani i cui nonni erano originari di Piacenza, Napoli, Benevento o piemontesi. Ad esempio i Larco sono una famosa e ricca famiglia peruviana di origine genovese. Erano commercianti, naviganti, imprenditori e tanto altro, tanto da lasciare una forte eredità nel paese sudamericano (per fare un paragone è come la famiglia Florio o Agnelli in Italia). Una di queste è la famosa cantante Chabuca Granda, che apparteneva a questa famiglia, il Museo Larco e nel distretto di Miraflores (Lima) il più grande centro commerciale della capitale, che si chiama appunto “Larcomar”.

Il Perù inoltre ha una storica fratellanza con la Bolivia, per vari motivi: culturali, storici, geografici e anche etnici visto che le due nazioni hanno una cospicua percentuale di nativi indigeni (il Perù il 40%, la Bolivia il 60%). A livello di immigrazione, ben oltre un milione di venezuelani sono emigrati in Perù in cerca di lavoro e migliori condizioni di vita negli ultimi anni. Ma accanto a loro sono emigrati anche alcuni membri delle bande armate e narcotrafficanti, che nelle principali città peruviane e a Lima in particolare spacciano droga oppure vanno in giro nei negozi a chiedere la cosiddetta “extorsión”, quello che in Italia noi chiameremmo “pizzo”. Oltre alla Bolivia e altri paesi, il Perù confina anche con l’Ecuador il cui confine attualmente è tra i più pericolosi a causa dell’instabile situazione in Ecuador dovuta alla guerra tra governativi e narcos. Infatti alcuni locali hanno fortemente sconsigliato di avvicinarsi al suddetto confine.
Dalla capitale mi sono spostato nella Valle Sacra, iniziando da Cusco!

Cusco si trova a 3.400 m di altitudine, è circondata dalla natura e da molteplici siti archeologici, ha un’infinità di musei dove si possono ammirare reperti storici di alta manifattura, che chiunque si chiede come facessero a realizzarli, eppure i turisti trovano nella città solo un punto di appoggio per giungere alla meraviglia del mondo.
Si dice che la Valle Sacra sia stata progettata dagli Inca come perfetto riflesso della Via Lattea.
La Valle Sacra, già solo con la presenza di Macchu Picchu, crea immenso turismo e di conseguenza ricchezza al Perù. Sfortunatamente il governo non distribuisce equamente tutte le risorse e soldi, tant’è che Cusco potrebbe essere più ricca di quello che è. Per la mal gestione delle risorse e disuguaglianze, il governo centrale a Cusco viene definito dai locali in vari modi, ad esempio “Mafia Limeña”, “governo criollo” o “governo fascista”.
Cusco ha mezzo milione di abitanti ed è presente anche un areoporto, però è piccolo e con la pista corta, molto simile all’aeroporto di Capodichino a Napoli. Attualmente ne stanno costruendo un altro a Chinchero.
Cusco è definita “la Roma o la Gerusalemme delle Americhe” e l’architettura coloniale di impronta spagnola ha molte similarità con l’architettura degli edifici spagnoli o barocchi presenti a Napoli, Lecce e in Sicilia.
La città ha un’elevata presenza di indigeni, mentre a Lima erano perlopiù meticci, però entrambe sono comunque città multietniche. Del resto lo storico José Antonio del Busto Duthurburu postulò la teoria nella quale il meticciato è il tratto caratteristico dell’identità nazionale peruviana.

Ci sono numerosi riferimenti al passato Inka a Cusco, essendo stata anticamente la capitale dell’impero e l’etimologia della parola Cusco significa “Ombelico del mondo”, proprio perché era considerata il centro dell’impero. Per fare un paragone, l’impero Inka è come se fosse stato l’impero Romano del Perù e Sudamerica in generale, con l’unica differenza che è durato poco rispetto al nostro impero. Infatti prima dell’arrivo degli spagnoli nel Cinquecento, il periodo Inka è stato il più corto, mentre la cultura Wari è durata molto di più.

Da specificare che la bandiera di Cusco tutta colorata è la più fraintesa al mondo perché non ha nulla a che fare con un eventuale sostegno alla comunità LGBT, bensì è un simbolo indigeno dove i vari colori rappresentano i vari elementi naturalistici presenti nella zona, ad esempio il verde rappresenta i boschi presenti intorno la città di Cusco, ed hanno un significato che derivato dalla storia Inca.
Ho visitato tutti i siti archeologici, ma quello che mi ha colpito di più e quindi ti consiglio di visitare, è il Sito di Tipón, vicino Cusco. Suddetto sito è grande il doppio di Macchu Picchu, infatti se vuoi vederlo tutto servono 3-4 giorni di cammino! Invece se vuoi vedere solo il fulcro centrale con le terrazze agricole e gli edifici principali, bastano 2 ore con una visita guidata che consiglio fortemente, onde capire l’importanza del sito storico, considerato il centro sperimentale di colture destinate ad uso agricolo (patate, mais, piante officinali o medicinali) per tutto l’impero Inka. Per fare un paragone, Tipón fu per l’impero Inka quello che il Centro Agricolo Sperimentale di Foggia è stato ed è per l’Italia, dov’è nato il grano senatore cappelli.

Riguardo Macchu Picchu, è oggi il simbolo mondiale del Perù e il sito storico più visitato del Paese. Nonostante abbia una storia antichissima fu scoperto solo poco più di un secolo fa nel 1911 e fu solo nel 1994 che diventò un parco e sito archeologico nazionale, patrimonio UNESCO e finalmente aperto ai turisti.

significa “Montagna Antica”
Per diventare un sito che oggi possiamo visitare, dobbiamo ringraziare José Fernando Astete Victoria, il primo direttore del parco archeologico, dedicando tutta la sua vita alla sua protezione e conservazione. Adesso le cose però stanno cambiando, perché a partire dal settembre 2025 gira voce che forse in futuro Macchu Picchu sarà definitivamente chiuso a causa dell’alta affluenza di turisti, che stanno pericolosamente erodendo il suolo del sito archeologico, mettendo a rischio la sicurezza e sopravvivenza del gioiello storico, e rimosso dalle Meraviglie del Mondo. Infatti in questo momento ci sono grandi proteste.
Una piccola curiosità è che i peruviani inseriscono la parola Inka dappertutto, ad esempio le farmacie vengono chiamate “Inkafarma”. E’ famosa la bevanda “Inkacola”, un mix di vari frutti e quando era di totale proprietà peruviana era buonissima secondo quanto riferito da molte persone, purtroppo da quando la multinazionale statunitense Coca-Cola ha comprato una buona parte delle azioni dell’azienda “Inkacola”, è stato modificato il gusto e la bevanda per quanto mi riguarda fa letteralmente schifo. È proprio il caso di dirlo: ogni cosa che toccano o comprano i gringos (come li chiamano in Sudamerica), muore…
Per quanto riguarda il tema della disabilità, dal momento che sono sordo, l’ingresso è gratuito nella gran parte dei musei o il costo del biglietto è dimezzato. Ad esempio, in Italia il biglietto gratuito per i disabili non esiste proprio, o lo pago per intero oppure solo in alcuni casi a metà prezzo.
Concludo inserendo una piccola opinione personale, lasciando da parte storia, geopolitica e disabilità.
Il Perù è uno di quei Paesi che ti lascia senza fiato, un universo a sè che ti cattura e ipnotizza.
Ovviamente è lapalissiano che il paese colpisce per la sua vastissima storia, cultura, ma ciò che colpisce ancora di più è la gioia di vivere e la volontà di andare avanti dei peruviani, nonostante tutto. L’anima incaica, peruviana e sudamericana non è andata perduta ma preservata, al contrario dell’Italia che sta perdendo la sua anima mediterranea, sempre più imbarbarita e americanizzata dagli USA.
Quando in Italia uno pensa all’America Latina e a quale paese visitare, le classiche mete sono l’Argentina di Maradona, le spiagge messicane e il carnevale brasiliano, non che queste non siano belle anzi, ma se si vuole scoprire la vera essenza del Sudamerica consiglio di fare un’immersione in quello che oggi è il Perù.
Immergersi tra le vie moderne o i parchi della capitale e tra le viuzze coloniali di Cusco, passeggiare tra i blocchi di pietra inca dei vari siti archeologici, ammirare le enormi montagne delle Ande magari sorseggiando un bel bicchiere di maracujá accompagnato da un bel piatto di Lomo saltado, condividendo la giornata con un peruviano qualunque che ti sorriderà calorosamente durante una passeggiata e con cui fare amicizia è un gioco da ragazzi.
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