
La nazione caraibica, oltre alla guerra contro le bande armate, deve fare anche i conti con vari altri problemi e anche una politica ostile da parte della Repubblica Dominicana.
Infatti, di recente, il governo dominicano ha deciso di espellere non solo gli haitiani in generale, ma anche una nuova categoria: donne haitiane incinte o che hanno appena partorito. E, di recente, il presidente dominicano Luis Abinader ha visitato il confine terrestre con Haiti ed ha invitato (o meglio ordinato) l’esercito a raddoppiare gli sforzi per garantire il confine chiuso, sigillato e proseguire con le espulsioni di haitiani irregolari.
La Direzione generale delle migrazioni (DGM) della Repubblica Dominicana, ha riportato dei recenti dati, secondo la quale dal novembre dell’anno scorso fino ad maggio 2025 più di 225.000 haitiani sono stati trovati in stato di immigrazione irregolare durante le operazioni di controlli, e che sono stati espulsi verso Haiti.
Quella della Repubblica Dominicana è una lunga storia di azioni ostili verso Haiti, e storicamente le due nazioni hanno dei lunghi dissapori. Dissapori per motivi non solo storico-politici, ma anche razziali (meticci vs neri) e religiosi (cattolicesimo vs vudù haitiano). Negli ultimi anni Santo Domingo, specialmente sotto la presidenza di Luis Abinader, ha costruito un enorme muro al confine con Haiti.

Quest’ultima nazione dire che è povera solo perché ha una cronica instabilità, problemi con le bande armate, mancato sviluppo e che è flagellata da continui disastri naturali (ad esempio i terremoti), è alquanto riduttivo. Per capire l’attuale situazione haitiana va riletta la sua storia per comprendere l’oggi…Cercando di essere breve…
Haiti in passato (così come anche l’intera isola di Hispaniola) era abitata dai nativi americani Taino, poi in seguito viene conquistata dai spagnoli. Quest’ultimi preferirono concentrarsi sulla parte orientale dell’isola, quella che è l’attuale Repubblica Dominicana, abbandonando al suo destino la parte occidentale. Quella parte occidentale in seguito, verso il seicento, verrà conquistata dai Francesi, che vi impianteranno una colonia e tanta canna da zucchero, importando numerosi schiavi dall’Africa per lavorare nelle piantagioni.
Per dare l’idea, Haiti forniva la quasi totalità dello zucchero di canna all’impero francese, vi risiedevano poco più di 20 mila coloni francesi, 30 mila creoli/mulatti e quasi mezzo milione di schiavi africani. Schiavi tenuti in condizioni disumane. Quelle stesse condizioni che scateneranno la rabbia degli schiavi e alla fine del Settecento scoppierà la famosa rivoluzione haitiana.
Una rivoluzione, che dopo varie battaglie e un percorso tortuoso, porterà Haiti a raggiungere la libertà nel 1804 diventando così la seconda nazione delle Americhe a raggiungere la tanto desiderata indipendenza, dopo gli USA. Una nazione giovane e con capitale Port-au-Prince, in italiano “Porto Principe”.
Ovviamente la rivoluzione haitiana nei libri di storia non è minimamente presa in considerazione oppure citata con qualche rigo con sufficienza, il che da storico trovo molto irritante. Eventualmente tratterò in modo più approfondito la suddetta rivoluzione in un’altro articolo. Tale rivoluzione ha avuto un impatto immenso non solo nelle Americhe, ma in generale proprio nel mondo.
Ma partiamo dal presupposto che la rivoluzione e indipendenza haitiana era sgradita ai francesi e anche agli USA, perché una colonia di neri si è ribellata ai bianchi, totalmente inaccettabile. E infatti Haiti ottenne l’indipendenza nel 1804, ma la Francia ha riconosciuto ufficialmente la suddetta indipendenza soltanto nel 1826, ma in cambio volle il pagamento di un risarcimento di 150 milioni di franchi, che oggi al cambio attuale sarebbero più di 20 miliardi di euro.
In pratica Haiti ha dovuto risarcire i suoi schiavizzatori per essere riconosciuta come indipendente! E così fu che Haiti non era appena nata che era già indebitata pesantemente. Infatti quell’ingiusto risarcimento finirà di pagarlo soltanto nel 1888! Ma non finì qui, in seguito dovette pagare altri risarcimenti e debiti alle banche tedesche e statunitensi.
In seguito, nel Novecento, fu occupata militarmente dal 1916 al 1934 dagli USA comandati dal presidente Woodrow Wilson. Si avete letto bene, proprio Wilson, quel presidente statunitense che dopo la 1° Guerra mondiale in Europa predicava ovunque l’autodeterminazione ed indipendenza dei popoli. Ma occupava militarmente Haiti nel frattempo, piccoli dettagli…
Dal 1957 al 1986 nella Nazione caraibica si insedia la feroce dittatura della famiglia Duvalier (prima con il padre Papa Doc e dopo il figlio Baby Doc). Ai democratici USA la dittatura andava bene, fintantoché i Duvalier fossero anticomunisti in ottica antisovietica, vista la guerra fredda.

In seguito al crollo della dittatura dei Duvalier, i generali dell’esercito tentano di instaurare un “Duvalierismo senza Duvalier”, senza successo. Negli anni ’90 del ‘900 diventa presidente il pastore Jean-Bertrand Aristide, il primo democraticamente eletto.

Verrà purtroppo rovesciato da un colpo di stato, e nel 1994 gli USA intervengono militarmente ad Haiti per rimettere alla presidenza Jean-Bertrand Aristide. Si susseguono alla presidenza Renè Préval e poi di nuovo Aristide al secondo mandato nel 2001-2004. Inoltre nel 2004 inizia la Missione ONU “Minustah”, con l’obiettivo di garantine una transizione democratica nel governo.
Nel gennaio del 2010 si verifica ad Haiti il terremoto più violento della sua storia, causando 300 mila morti, migliaia di feriti e un milione e mezzo di senzatetto. Come ciliegina sulla torta, oltre al terremoto ad Haiti ritorna pure il colera dopo che era scomparso da 100 anni! Come è ritornato? A causa di soldati nepalesi contaminati dal colera, e i soldati nepalesi era appartenenti ai caschi Blu della missione ONU “Minustah”.
E negli anni successivi Haiti sarà resa completamente indipendente dagli aiuti umanitari esteri, rendendole impossibile o difficile rialzarsi con la sua stessa economia. Un fac simile sta’ accadendo anche al Sud Sudan e molti altri paesi poveri. Inoltre i soldati della missione ONU si macchieranno di numerose violenze nei confronti dei civili haitiani, soprattutto donne. Nel 2019 termina la quasi inutile missione ONU “Minustah”, riuscendo solo in parte a pacificare il paese caraibico contro le bande armate.
Dopo un tortuoso percorso politico, il politico Jovenel Moïse diventa presidente del paese dal 2017 fino al 2021, quando sarà ucciso da un commandos di haitiano-statunitensi e colombiani. I reali motivi del suo omicidio non sono stati mai chiariti del tutto, ma tra le varie ipotesi si pensa che sia stato ucciso perché voleva combattere i narcotrafficanti in modo più deciso, altri dicono che fosse sgradito agli USA.

Dopo la morte di Jovenel, “ad interim” subentra il politico Ariel Henry (2021-2024), che però doveva restare in carica un’anno e nel frattempo far svolgere delle nuove elezioni presidenziali. Elezioni che non si svolgeranno mai ed Ariel Henry diventa “de facto” colui che comanda il paese, diventando però sempre più impopolare per il suo malgoverno.

Nel frattempo le varie bande armate diventano sempre più potenti e il governo si indebolisce e perde sempre più territorio. Ariel Henry prova a correre ai ripari firmando un accordo di cooperazione militare con il Kenya, che manderà i suoi soldati ad aiutare quelli haitiani a riconquistare le zone perdute. Un’alleanza che non piacerà né al popolo haitiano né alle bande armate.
Finché nel marzo del 2024 il potente capobanda Jimmy Chèrizier, che controlla gran parte della capitale con la sua banda FRG9, minaccia Ariel Henry di non firmare l’accordo con il Kenya altrimenti darà inizio ad una “rivoluzione”, perché vede il Kenya alla stregua di invasori stranieri.

Una “rivoluzione” che qualche giorno dopo prenderà concretezza con le varie bande che si riuniscono in un alleanza chiamata “Viv Ansamn” (significa Vivere insieme) e assalteranno l’areoporto, il palazzo presidenziale e varie prigioni della capitale. L’unico assalto respinto dai governativi sarà quello al palazzo presidenziale. Ma ad ogni modo, Ariel Henry firma l’accordo con il Kenya a Nairobi e non farà più ritorno ad Haiti, si rifugia a Puerto Rico protetto dall’FBI statunitense.
In seguito il Kenya guiderà una missione multinazionale ad Haiti (tutt’ora in corso), con l’obiettivo di riportare l’ordine ed aiutare i governativi a riconquistare le varie zone e città perdute nel corso degli anni. Una specie di “guerra civile” che dura tutt’ora e si registrano feroci scontri a Kenscoff, Bàs-Delmas, Gressier, Carrefour e altre località…Ma la vera novità non è tanto la feroce guerra tra governo/missione multinazionale sotto la guida del Kenya e le varie bande armate. La vera novità, in questi ultimi due anni, è che le bande armate facciano addirittura richieste politiche!
Ad esempio Jimmy Chèrizier ha minacciato Ariel Henry di “rivoluzione” se avesse firmato l’accordo con il Kenya, cosa che poi ha effettivamente fatto a marzo del 2024. Alla fine del mese di aprile del 2025 Krisla, il capo della banda “Ti Bwa”, ha completamente paralizzato, chiuso e imposto il coprifuoco nel comune di Carrefour. Ed il motivo della chiusura era per chiedere addirittura alle autorità di nominare un suo stretto collaboratore come sindaco per guidare il comune! Sottolineo che il comune di Carrefour è totalmente in mano alle bande da oltre un’anno. Si è trattata di una particolare ed inedita richiesta di stampo politico da parte di Krisla, che ha stupito tutti quanti!
Inoltre Jimmy Chèrizier era anche un poliziotto in passato, poi inorridito dall’enorme corruzione si è convertito in un capobanda, e attualmente controlla circa l’80% della capitale haitiana…Uno dei capobanda più potenti del paese, anzi un signore della guerra in pratica, con cui è necessario averci a che fare.
E questa impotanza l’ha capito anche il Re del vudù haitiano, Augustin Saint-Clou, che nel maggio del 2024 ha invitato tutte le fazioni in guerra (governo e bande) a dialogare…Il 10 aprile 2025 l’ex Primo Ministro Evans Paul, ha rinnovato ed espresso il suo sostegno al dialogo tra il governo e le gang, per capire le loro reali richieste e giungere ad un accordo.
Oltre alla corruzione, povertà, economia a pezzi, emigrazione e tanto altro, si sottolinea che il governo haitiano non riesce a rafforzarsi. Dal maggio del 2024, dopo la “rivoluzione” di Jimmy Chèrizier e la fuga di Ariel Henry, si è insediato un Consiglio Presidenziale di Transizione (CPT) e un “Primo Ministro ad interim”, che cambia in continuazione. Attualmente il Primo Ministro è Alix Didier Fils-Aimé, dal novembre 2024.

Nel frattempo gli USA insieme alla OSA (Organizzazione Stati Americani, una specie di UE versione americana che riunisce tutti gli stati del continente americano) accarezzano l’idea di mandare un nuovo contingente militare OSA con l’obiettivo di aiutare il fragile governo, visto e considerato il sostanziale fallimento della Missione a guida Keniota.
Ecco la soluzione proposta. Inviare di continuo missioni militari multinazionali. Come se potessero risolvere qualcosa dei soldati visti come “invasori stranieri”…La guerra tra bande e governo è solo uno dei sintomi, ma i veri problemi di Haiti sono iniziati più di 220 anni fa. Quando si rese indipendente, quando fu strozzata e resa sempre indebitata, quando fu invasa in passato e ora…
Nel frattempo però la guerra e instabilità persiste ed a pagarne le conseguenze sono i civili haitiani…
Le fonti consultate per l’articolo sono:
1) BIBLIOGRAFICHE:
“Haiti: il terremoto senza fine” a cura di Roberto Codazzi.
“Haiti, viaggio nell’isola che non c’era” a cura di Helga Sirchia e Roberto Codazzi.
“Haiti. Storia di una rivoluzione” di Jeremy D. Popkin.
“Atlante geopolitico 2024” della Treccani.
2) SITOGRAFICHE: sono stati consultati i quotidiani web haitiani quali “Haiti Libre”, “Ici Haiti”, “Le Nouvelliste Haiti” ed infine “The Haitian Times”.
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