L’Europa Orientale e Balcani tra riarmo e mal di pancia politici: il caso della Polonia e Serbia…

La Repubblica polacca preme l’acceleratore nel suo obiettivo di rafforzarsi a 360° gradi.

Il primo ministro Donald Franciszek Tusk ed il primo ministro del Canada, Justin Trudeau, il 28 gennaio 2025 hanno firmato uno storico accordo di cooperazione in ambito energetico, in particolare sull’energia nucleare. Ergo il Canada aiuterà il paese slavo ad ultimare la costruzione della prima centrale nucleare, che il governo polacco sta’ costruendo nella regione della Pomerania. Secondo le stime più attendibili, la costruzione dovrebbe essere ultimata nel 2033 e vi partecipano anche imprese statunitensi e francesi. Tutto questo con il duplice obiettivo di diventare un importante centro/hub energetico nell’Europa orientale e di ridurre la dipendenza dal carbone.

Ma oltre all’energia, Varsavia si rafforza anche a livello militare. Infatti il quotidiano locale “Rzeczpospolita” ha riportato, di recente, la notizia secondo la quale il governo vorrebbe costruire una fabbrica militare vicino il fiume Vistola (senza però specificare il luogo preciso), per sopperire alla grave incapacità di produrre munizioni di artiglieria da 155 mm, e per riempire ulteriormente i magazzini militare, in parte svuotati per sostenere l’Ucraina…

Secondo alcuni analisti militari locali, la Polonia ha solo un milione di pezzi di artiglieria e deve fare di più, in vista del futuro scontro con la federazione Russa .(P.s: la cifra dei pezzi di artiglieria prendetela con le pinze).

Ma oltre al riarmo, i polacchi sono anche alle prese con un fatto alquanto strano. Di recente, sono scomparse circa 200 mine anticarro alla fine gennaio e sono state ritrovate inspiegabilmente nel magazzino di un mobilificio, come riportato dal quotidiano “Gazeta Polska”.

Il governo polacco cerca di glissare su questa vicenda, e non è solo una vergogna per il Servizio di controspionaggio militare (SKW) e per la Polizia militare (ŻW) che supervisiona operazioni di questo tipo, ma soprattutto è vista come una minaccia per la sicurezza interna della Polonia, visto e considerato che c’è la crisi tra la Russia e la NATO. Alcuni hanno ipotizzato che a fare tale furto siano stati dei gruppi di sabotaggio russi o che sia una vicenda di controspionaggio…Inutile dire che i capi del SKW e ZW sono stati licenziati…

La questione Polacca è molto importante per la NATO, per gli USA (che sono presenti con numerosi soldati statunitensi e negli USA è presente una folta comunità americano-polacca) e anche per la Russia. Non a caso, conoscendo i storici dissapori tra Varsavia e Mosca, il colonnello statunitense Douglas MacGregor in una recente intervista del 2022, affermò proprio così:

“Quando nel 1999 abbiamo deciso di accettare la Polonia, i russi erano molto preoccupati, non tanto perché la NATO fosse ostile in quella fase, ma perché sapevano che lo era la Polonia. Quella Polacca è una lunga storia di ostilità nei confronti della Russia. In questo momento, semmai, la Polonia è un potenziale catalizzatore di una guerra con la Russia”.

Tale affermazione è, attualmente, accurata.

Nei Balcani, nel frattempo, la situazione si fa calda, e non in senso meteorologico ma in senso politico-sociale.

In Serbia, dopo mesi di intense proteste popolari, si sono dimessi di recente il Primo Ministro Milos Vucevic ed il sindaco della città di Novi Sad, Milan Djuric.

Il motivo delle proteste è dovuto alla corruzione e ad una tragedia accaduta a Novi Sad il 1° novembre 2024, dove è crollata la tettoia della stazione ferroviaria, provocando 15 morti e diversi feriti. Ora il presidente Aleksandar Vucic è in difficoltà e tra due fuochi: dovrà decidere tramite consultazioni se scegliere un nuovo P.M o se indire nuove elezioni…L’ha riportato il quotidiano serbo “Politika”….

Ma la cosa particolare è alle proteste si sono uniti anche gli studenti universitari, che dopo settimane sono riusciti a strappare al governo una riduzione del 50% delle tasse universitarie. Infatti il ministro delle finanze, Sinisa Mali, ha annunciato pochi giorni fa che saranno stanziati 12 miliardi di dinari serbi per aiutare gli studenti e le università.

Durante le proteste, secondo alcuni funzionari governativi, si sarebbero infiltrati alcuni elementi filo-occidentali per sobillare e far degenerare in maniera peggiore le suddette proteste. Affermazioni che vanno prese con le pinze visto e considerato che tra i manifestanti non si è vista alcuna bandiera UE o filo-occidentale. Infatti la UE ha dato scarso o nullo supporto ai studenti.

Inoltre i sindacati dell’istruzione, a detta loro, avrebbero raggiunto un accordo con il governo ed hanno invitato gli studenti a ritornare nelle aule scolastiche, per il normale svolgimento delle lezioni. Ma non è finita qui…

Nel confinante Kosovo, dove da mesi ci sono forti tensioni tra la comunità serba e albanese, il 9 febbraio si andrà a votare per il successivo premier.

Infatti il Primo Ministro Albin Kurti, il cui mandato sta per scadere, cerca disperatamente di fare il bis e ottenere il terzo mandato. Ma l’opposizione politica ha affermato che farà di tutto per impedirlo.

In sostanza, come riportato dal “Osservatorio Balcani & Caucaso”, c’è una feroce competizione e campagna elettorale tra i vari partiti politici, in vista delle elezioni.

Come evolverà la questione elettorale kosovara, lo sapremo fra pochi giorni…

(Le fonti consultate sono “Notizie Geopolitiche”, “Rzeczpospolita”, “Gazeta Polska”, “Politika”, “Osservatorio Balcani & Caucaso” ed infine il libro “Come l’Occidente ha provocato la guerra in Ucraina” di Benjamin Abelow)