Ultime novità dal Medio Oriente: il quadrante Siriano

La mappa dei schieramenti in Siria: in rosso i governativi, in verde i mercenari jihadisti, in giallo i Curdi ed infine in blu le Alture del Golan, territorio siriano occupato da Israele dal 1967.

Qualche giorno fa, il 27 novembre 2024 per essere precisi, i terroristi jihadisti (quelli che dai Mass Media vengono chiamati “Ribelli Siriani”, ma di siriano non hanno niente, nella stragrande maggioranza dei casi sono tutti mercenari stranieri pagati dall’Occidente e Turchia) hanno attaccato le posizioni del governo/esercito siriano ad Aleppo, governatorato di Idlib e a nord della città di Hama.

Vista l’evoluzione del campo di battaglia negli ultimi 2-3 giorni, ho aspettato che si diradasse la nebbia, la confusione delle centinaia di notizie (molte delle quali contraddittorie) e di capirci meglio, prima di poter dire la mia…

La città di Aleppo purtroppo momentaneamente è andata perduta da parte dei governativi, che insieme ai curdi del quartiere di Sheikh Maksoud e qualche base militare sparsa per la città e assediati, controllano forse il 3-4% della città. Il resto è sotto il controllo di una galassia di terroristi e sigle: HTS, ESL, TIP, SNA, ISIS ecc…

L’avanzata delle formazioni terroristiche è stata assai fulminea, con l’esercito siriano colto alla sprovvista, essendo in difficoltà ha preferito ritirarsi da alcuni punti senza combattere. Tra le varie cause e fattori dell’iniziale sbando militare/governativo siriano:

1) è da ricercarsi nella tranquillità della zona di Aleppo dal 2020, in seguito all’accordo di “Cessate il fuoco” russo-turco, è stato completamente inaspettato l’attacco dei jihadisti.I Turchi avevano promesso di tenere a bada le milizie salafite di Idlib per facilitare una futura pace con Damasco, cosa che non è effettivamente successa. E questo la dice lunga sull’affidabilità dei turchi, pari a zero, ed è un chiaro monito per la Russia e BRICS, visto che la Turchia ha affermato di essere interessata ad entrare in tale blocco Geopolitico.

2) Inoltre l’esercito siriano è contemporaneamente temprato ma anche stremato da 13 anni di guerra; per chi non lo sapesse la guerra nel paese arabo è iniziata nel 2011…

3) è stato anche un duro colpo d’immagine per la Siria e la Russia, perdere la seconda città più importante del paese non è cosa da poco…Inoltre la città di Aleppo è in mano alle orde di salafiti/takfiri che stanno terrorizzando e maltrattando i civili siriani di fede cristiana, sciita, drusa, e pare (sottolineo pare) che sia stato anche decapitato un vescovo cristiano. Un conto è conquistare la città, un conto è controllarla effettivamente, e se i salafiti continuano con questo modus operandi non andranno molto a lungo, visto che la Siria (ed i siriani) è sempre stata laica e multi-religiosa…

Adesso la situazione è stata stabilizzata, l’esercito siriano ha riconquistato diversi villaggi a nord della città di Hama e sta’ avanzando a sud di Aleppo, tra le zone di Khanasir-Ithriya e Al Safira. Ovviamente e logicamente stanno giungendo i nuovi rinforzi, tra cui le truppe d’élite della “Forza Tigre”, in più oltre 15.000 siriani si sono offerti volontari nell’Esercito e Forze di autodifesa nazionale, provenienti in gran parte dalle regioni di Hama e Latakia.

Inoltre le notizie di spari e di un presunto golpe contro Assad a Damasco e a Dara’a, accaduti sabato 30 novembre, si sono rivelati una notizia falsa. La verità è che la Guardia Repubblicana, truppe d’élite dell’Esercito siriano comandate da Maher Al Assad (il fratello del presidente), stavano neutralizzando le cellule dormienti jihadiste, che stavano seminando caos nelle due città. Nel giro di poche ore la situazione è ritornata alla normalità, con i terroristi tutti uccisi.

È notizia di oggi che i Curdi del SDF, insieme a tribù arabe e truppe USA hanno attaccato le posizioni governative vicino Deir Ezzor, la famosa città assediata anni prima dall’Isis e difesa egregiamente dal compianto generale Issam Zahreddine.

Ma aldilà degli avvenimenti sul campo di battaglia, la novità interessante è il nuovo modo di combattere in modo più sciolto, comunicare e disinformare sui social per confondere e creare subbuglio e la composizione etnica delle milizie anti-Assad.

Ad esempio “Hayat Tahrir Al-Sham” (la formazione locale di Al-Nusra, un ramo collegato ad Al-Qaeda) ha perfino un corrispondente giornalistico di guerra per la prima volta, ovviamente è un tizio di origine centro-asiatica, probabilmente un uzbeko. Ho visto personalmente il video su telegram.

Ciò conferma il fatto che sono tutti stranieri i terroristi, infatti su telegram girano diverse foto, video e notizie dell’altissimo numero di Turchi (tra cui molti ufficiali dell’esercito, e vi ricordo che Ankara fa parte della NATO), e infatti è stata anche appesa la bandiera turca alla cittadella di Aleppo.

Oltre ai turchi le altre etnie più numerose sono Uzbeki, Tagiki, Uiguri, arabi non siriani, Giordani, addirittura albanesi e pare che, le suddette milizie, abbiano avuto anche aiuto militare da consiglieri militari ucraini.

Ecco una delle tante immagini di miliziani jihadisti di origine asiatica, ad Aleppo.

Come ulteriore conferma dell’aiuto ucraino, ci ha pensato il giornale “Kyiv Post”, il quale ammette orgogliosamente che i “ribelli anti-assad” avevano ricevuto addestramento operativo dalle truppe delle forze speciali del gruppo Khimik della Direzione principale dell’intelligence ucraina (HUR). Il team di addestramento si è concentrato sulle tattiche sviluppate durante la guerra in Ucraina, incluso l’uso dei droni.

La cosa sconcertante è che ne vanno pure orgogliosi, l’UE prenda appunti su chi sta sostenendo: un orda di neonazisti che aiuta jihadisti tagliagole in Siria, diciamolo chiaramente.

La presenza degli ucraini e turchi nel governatorato di Idlib significa anche un’altra cosa: la saldatura della crisi in Medio Oriente e il conflitto russo-ucraino. Vedremo gli ulteriori sviluppi, ma non promette nulla di buono, anzi solo un peggioramento della crisi Medio-orientale.

Inoltre sono state assai profetiche le parole di Bashar Al-Assad il quale in un intervista, nel 2019, affermò che la “Siria è un microcosmo della Terza Guerra mondiale”.

Infatti gli schieramenti sono questi: Governo/esercito siriano ed i suoi alleati Russi, Persiani, Hezbollah libanesi CONTRO milizie jihadiste sostenute dall’Occidente, USA, Turchia, Ucraina e Israele.

I curdi del Rojava invece a quanto vedo, sono un pò confusi e divisi:

1) Una parte aiuta l’esercito siriano in ottica anti-turca, visto che odiano gli ottomani e le milizie salafite filo-turche.

2) E una parte che invece, insieme agli USA, è contro Assad, specialmente nella regione di Deir Ezzor.

Su Israele è da menzionare la questione con il Libano, che subito dopo il “Cessate il fuoco” con Hezbollah, è partita l’offensiva delle milizie anti-assad nel nord della Siria. Che coincidenza, ma a pensar male spesso ci si azzecca….

A confermare i miei sospetti su un coinvolgimento di Tel Aviv ci ha pensato il professore israeliano Mordechai Kader, esperto di Oriente, che ha recentemente affermato: “Sono in contatto con i ribelli in Siria e ho passato agli alti funzionari in Israele un elenco dettagliato delle attrezzature che hanno chiesto di ricevere da Tel-Aviv. I ribelli sono pronti per un accordo di pace con Israele, solo se controllano Siria e Libano.”

Mordechai Kader

A beneficiarne delle difficoltà siriane e della guerra sono soltanto l’Occidente, Ankara e Tel Aviv, i più grandi nemici del paese arabo…

(Le fonti consultate sono: Al Watan, Middle East Spectator, SANA, Srugim, ed infine varie fonti arabe, siriane, turche e israeliane).

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