L’Africa e gli ultimi sviluppi geopolitici.

Oggigiorno l’Africa viene poco considerata, nella mente dell’europeo medio richiama alla mente stereotipi quali: guerre, povertà, epidemie, rifugiati et similia…

Ma si sono verificati alcuni importanti e recenti sviluppi geopolitici, economici e sociali che meritano più visibilità e che vanno seguiti attentamente, perché alcuni di questi hanno anche ripercussioni e influenza sull’Italia, Europa e resto del mondo.

Ovviamente continuano a persistere alcuni conflitti, molti dei quali irrisolti o interminabili, come ad esempio nella Repubblica democratica del Congo, la Libia, la fascia del Sahel, la Somalia, il Sudan e altre nazioni, nessuno lo nega.

In particolare in Libia, la più vicina all’Italia continua a destare preoccupazione al governo a Roma.

Infatti si sono verificati, di recente, nuovi scontri militari nella tormentata Libia, tra le forze armate dei due governi libici, quello di Tripoli e quello di Tobruk.

(Si avete capito bene, in Libia ci sono ben due governi ufficiali che si contendono il potere…)

Pochi giorni fa le truppe dell’Esercito Nazionale Libico guidate dal generale Khalifa Haftar, sono avanzate nella regione del Fezzan e verso la città di Ghadames, al confine con l’Algeria e Tunisia, tra l’altro una zona ricca di risorse naturali.

Il governo di Tripoli subito ha fatto sapere che considera questa azione di Haftar, come una violazione dell’accordo di cessate il fuoco dell’ottobre 2020.

Infine, sempre il governo di Tripoli guidato dal politico Abdulhamid Dbeibah, ha espulso di recente due funzionari diplomatici egiziani, scatenando una crisi politica con l’Egitto.

Inoltre a Tajoura, nella zona orientale della capitale Tripoli, si sono registrati feroci scontri tra le milizie rivali “Rahbat al-Duru” e “Al-Shahida Sabriya” che hanno causato diversi morti e feriti. L’ultimo di una serie di scambi di fuoco tra le varie milizie claniche e tribù libiche.

Si sottolinea che la Libia è uno dei principali fornitori di petrolio per l’Italia, e infatti gli ultimi scontri militari in libia hanno avuto effetti avversi quali il blocco dell’export di petrolio, mandando in allerta l’ENI.

Le cose non vanno di certo meglio nella confinante Tunisia, dove il presidente Kais Saied ha annunciato, in diretta TV nazionale, che le prossime elezioni presidenziali avranno luogo il 6 ottobre 2024, e ancora non è chiaro se anche l’attuale presidente si ricandiderà.

Da sottolineare che la Tunisia stia attraversando un periodo economico e politico molto precario, visto che il parlamento è stato anche sospeso dal 2021.

Per quanto riguarda i rapporti bilaterali tra Italia e Tunisia, si segnala un recente prestito di 50 milioni di € dall’Italia al governo tunisino.

Il prestito è parte di un pacchetto di aiuti complessivo di 105 milioni, sarà principalmente dedicato allo sviluppo del settore energetico, e l’accordo tra i due governi prevede che il prestito sarà restituito nell’arco di 40 anni.

L’accordo di prestito rientra nell’ambito di un memorandum d’intesa concluso e firmato dai governi dei due paesi nel 2021, quando in Italia c’era ancora il Governo Draghi.

Per quanto riguarda l’Africa subsahariana, il neo-presidente senegalese Bassirou Diomaye Faye ha avviato un ambiziosa politica interna ed estera, molto interessante da osservare.

Si è offerto recentemente di fare da mediatore tra l’ECOWAS e gli stati del Niger, Mali e Burkina Faso, visto che non vanno d’accordo tra di loro ultimamente.

Ed oltre agli storici rapporti commerciali con l’Occidente, Faye ha riallacciato i rapporti diplomatici e commerciali anche con l’Iran e Cuba, in particolare nel settore automobilistico e medico-farmaceutico.

Dulcis in fundo, il presidente cinese Xi Jingping ha invitato il presidente senegalese per una visita ufficiale in Cina con l’obiettivo di rinforzare le relazioni bilaterali, in particolare nel campo delle infrastrutture.

E infatti di recente l’ufficio stampa del governo senegalese ha annunciato e confermato che il presidente Faye effettuerà una visita di Stato in Cina il 3 e 4 settembre 2024.

Parallelamente il primo ministro senegalese Ousmane Sonko, di recente, ha incontrato il governo del Mali in viaggio diplomatico, ed ha ribadito l’importanza di mantenere e rafforzare le relazioni tra il Senegal e il Mali in un momento di crescenti tensioni diplomatiche nella regione del Sahel.

L’immagine sotto è la mappa del Senegal.

Infatti nella regione del Sahel i governi del Mali, Burkina Faso e Niger pochi giorni fa hanno scritto al Consiglio di sicurezza dell’ONU per denunciare l’ingerenza ucraina in Mali.

Più precisamente il governo ucraino aiutò e fornì informazioni chiave per l’attacco sferrato di recente dal gruppo jihadista dello JNIM (affiliato ad Al-Qaeda) contro l’esercito regolare maliano, aiutato dai mercenari e consiglieri russi della ex-PMC “Wagner”.

Bilancio dell’attacco jihadista: più di 40 morti tra i soldati maliani e più di 80 tra i russi.

Fu proprio grazie all’aiuto del contingente russo della “Wagner”, che l’esercito maliano nel novembre del 2023 riconquistò l’importante città di Kidal, nel nord del paese.

E infatti ad inizio agosto il Mali e Niger hanno interrotto le relazioni diplomatiche con l’Ucraina.

Si sottolinea che gli ultimi avvenimenti del Sahel e dei rapporti tra Ucraina e gli stati africani succitati, i notiziari e politici in Italia ed Europa si sono guardati bene dal dirlo o cercando di glissare il più possibile la notizia.

Dopo diversi mesi di vani colloqui tra il governo e i sindacati, in Nigeria, non c’è ancora alcuna soluzione alla grave crisi economica che affligge il gigante paese africano.

In questi giorni si stanno verificando numerose rivolte popolari in molte città del paese, oltre alla capitale Abuja, contro il mal-governo e contro l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità.

Una crisi aggravata anche da un’inflazione al 34%, il livello più alto degli ultimi 30 anni.

Nonostante la grave crisi economica che attanaglia la Nigeria, si segnala un’importante notizia.

Il governo della Guinea Equatoriale, di recente, ha ufficialmente firmato e aderito al progetto del gasdotto che collega il Marocco alla Nigeria.

Questa adesione è un significativo passo avanti nel panorama energetico e infrastrutturale africano!

Il gasdotto, una volta completato, si estenderà per oltre 5.600 km, attraversando diversi paesi dell’Africa centrale e occidentale, per consentire il trasporto del gas naturale verso il Marocco, da dove potrà poi essere esportato verso l’Europa.

Il costo del gasdotto è stimato di 25 miliardi di dollari.

Sempre ad inizio agosto, lo stato socialista dell’Angola annunciò il raggiungimento di un accordo per un nuovo “cessate il fuoco” nell’est della Repubblica democratica del Congo, a partire dalla mezzanotte di domenica 4 agosto, che però purtroppo è fallita pochi giorni dopo a causa del riaccendersi degli scontri militari nella regione del Kivu, tra l’esercito congolese e la milizia “M23”, sostenuta dal Ruanda.

È proprio a causa del sostegno ruandese alla milizia succitata, che Kinshasa e Kigali non hanno dei rapporti proprio ottimi…

L’immagine sotto è la mappa geografica del Congo-Kinshasa.

L’accordo del “cessate il fuoco”, si inserisce nell’ambito dei numerosi lodevoli sforzi angolani di mediazione diplomatica nel cosiddetto “Processo di Luanda”.

Nel mentre il Ruanda continua a sostenere milizie in Congo e fomentando l’infinita guerra nel Kivu, si sono svolte di recente le quarte elezioni presidenziali che hanno visto come vincitore Paul Kagame.

Infatti secondo le autorità elettorali, il presidente del Ruanda Paul Kagame ha vinto con il 99% dei voti, e si sottolinea che è il presidente del piccolo stato africano dal lontano 2000.

Il Ghana invece si sta dando da fare per ritagliarsi un ampio spazio di autonomia.

Infatti il governo locale, di recente, ha inaugurato una grande raffineria d’oro, nella capitale Accra.

Il Vicepresidente Mahamudu Bawumia ha affermato che la creazione della raffineria è un investimento strategico per il paese africano, perché contribuirà alla crescita dell’industria orafa nazionale.

Inoltre il Vicepresidente ha sottolineato che tutto l’oro che sarà raffinato, sarà proveniente da miniere d’oro legali.

Il nuovo impianto industriale è la prima raffineria d’oro del paese, e la prima in cui il governo ghanese ha una totale partecipazione.

La raffineria avrà la capacità di raffinare ben 132 tonnellate d’oro, all’anno.

L’Uganda invece ha sete di giustizia e di migliorare le condizioni sociali della popolazione.

Di recente il tribunale di Gulu, nel nord del paese, ha dichiarato Thomas Kwoyelo colpevole di decine di crimini di guerra.

Tale Thomas fu un feroce comandante del tristemente famoso “Lord Resistance Army” (LRA) ovvero “Esercito di Resistenza del Signore”, una milizia cristiana fanatica religiosa che per decenni, a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta del secolo scorso, ha terrorizzato il nord del paese.

La corte lo ha giudicato colpevole di 44 delle 78 accuse che gli erano state rivolte, tra cui: omicidio, stupro, riduzione in schiavitù, tortura, rapimento, matrimoni infantili forzati, rapporti sessuali forzati e tanto altro…

L’immagine sotto è Thomas Kwoyelo

Oltre al processo, nel campo della disabilità, il governo ugandese ha annunciato che ospiterà la prossima “Conferenza Africana sull’inclusione della disabilità”.

Tale conferenza si terrà dal 9 al 12 settembre 2024, presso l’Imperial Resort Beach Hotel della città di Entebbe.

L’Uganda, secondo i dati rilasciati dall’Ufficio statistico nazionale, ha circa il 12% della popolazione affetta da disabilità; vale a dire che su 46 milioni di abitanti ben 4.5 milioni di ugandesi sono disabili.

Nonostante l’Africa sia flagellata da diverse guerre ed epidemie, tra le quali l’ultima annunciata dall’OMS è il Vaiolo delle Scimmie, secondo la Commissione economica per l’Africa delle Nazioni Unite (ECA) a metà luglio 2024 la popolazione africana ha superato 1,5 miliardi di persone, in tutto il continente africano!

“La popolazione africana è cresciuta da 283 milioni nel 1960 a oltre 1,5 miliardi nel 2024, un aumento di oltre cinque volte, e si prevede che aumenterà ancora per raggiungere i 2,5 miliardi entro il 2050” ha affermato un funzionario dell’ECA.

Oltre ai recenti sviluppi sociali, economici e geopolitici, concludo l’articolo con una singolare notizia proveniente dal Botswana.

La Lucara Diamond Corporation, multinazionale mineraria canadese, pochi giorni fa ha annunciato la scoperta di un eccezionale diamante da 2.492 carati!

Il diamante è stato scoperto nella miniera di diamanti di Karowe, a circa 430 km di distanza da Gaborone, la capitale del paese africano.

Il governo del Botswana ritiene che, l’enorme pietra, sia la seconda più grande al mondo mai estratta da una miniera nel continente Africano.

Qui sotto l’immagine del diamante appena scoperto.

Le fonti consultate per questo articolo sono:

Agence de Presse Africaine, Agence de Presse Sénégalaise, All Africa Botswana, Nigrizia, Il Sole 24 Ore, Notizie Geopolitiche, The Arab Weekly, AngoNotícias, Angola Press, New Vision, Africa Researcher Magazine, Ansa, Ambasciata Italiana a Tunisi, Pouvoirs d’Afrique, Al Jazeera, Africa News, L’Indipendente, Commissione economica per l’Africa delle Nazioni Unite, Il Foglio, EnergiaOltre, Jeune Afrique.

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