
In questo articolo si uniranno due argomenti: attualità e disabilità.
Perché su alcuni eventi recentemente accaduti, urge una riflessione e sottolineare alcuni fatti trascurati dai Mass Media, politici e popoli…
La mattanza israeliana nella Striscia di Gaza continua imperterrita, il numero dei palestinesi morti è salito a quasi 38 mila persone e oltre 85 mila persone ferite.
Nel frattempo le stragi in Palestina continuano e tutti si concentrano sui rischi di un allargamento del conflitto in Libano, città distrutte, costo della guerra, conta dei morti e feriti e così via…nessuno pensa ai disabili e forse vale la pena sottolineare alcuni dettagli.
Di recente il quotidiano panarabo “Al-Mayadeen”, ha riportato la notizia che secondo alcune ONG internazionali e palestinesi, il numero dei palestinesi diventati disabili a causa dei vari attacchi e bombardamenti israeliani, ha raggiunto quota 10,000 mila…e molti dei disabili palestinesi vivono in condizioni di estrema indigenza, privi delle cure mediche più basilari e tanto altro.
Per non parlare dei palestinesi che sono stati catturati dai soldati, e poi liberati dalle prigioni israeliane…
Come nel caso di Rami Atiya, disabile e malato mentale palestinese fatto prigioniero a Rafah dagli israeliani. Quando è stato liberato a fine giugno, aveva riportato diverse fratture al cranio, multiple ferite d’arma da fuoco sul corpo ed infine la vista danneggiata. Tutto ciò l’ha riferito il fratello Ahmed, in un intervista ad “Al-Jazeera”. Il 4 luglio, a causa delle pesanti ferite subite, Rami Atiya non ce l’ha fatta…
L’immagine sotto è Rami Atiya

Oppure il caso di Bader Dahlan, riportato sempre da “Al-Jazeera”. Un ragazzo palestinese di 29-30 anni di Khan Younis, è stato catturato dai soldati israeliani e tenuto prigioniero per un solo mese. Ma quell’unico mese è bastato per fargli perdere la sanità mentale, infatti dal video dell’intervista si vede che è palesemente terrorizzato e disturbato, con evidenti segni di torture psico-fisiche.
L’immagine sotto è Bader Dahlan

Israele è la più grande fabbrica di “sforna-disabili”.
E non solo palestinesi, ma anche moltissimi soldati israeliani sono diventati disabili a causa dei combattimenti urbani a Gaza, impazziti per shock da combattimenti oppure si suicidano a causa dello stress. Eliran Mizrahi, è solo l’ultimo recente caso di soldati israeliani che si sono suicidati a causa dei traumi di guerra.
L’immagine sotto è Eliran Mizrahi

Inoltre il numero di soldati disabili curati presso la Divisione di riabilitazione del Ministero della Difesa ha superato per la prima volta la soglia delle 70.000 unità, lo ha riportato il quotidiano “Israel National News Arutz Sheva” a metà giugno 2024. Inoltre si sottolinea che il 35% di questi soldati sono in cura per problemi mentali.
Il premier Netanyahu non otterrà lo sradicamento di Hamas da Gaza, niente di più lontano dalla realtà, ma solo due cose:
1) La striscia di Gaza e la Palestina in generale, in macerie, con numerosi morti, feriti e disabili.
2) Israele che diventerà sempre di più un paria internazionale, pieno di ex-soldati invalidi o impazziti a livello mentale.
Non a caso l’Armenia, che loro sanno bene cos’è un genocidio, il 21 giugno 2024 ha riconosciuto lo stato di Palestina.
Del resto durante la terza e ultima guerra del Nagorno Karabakh, tra Azerbaijan e Repubblica armena dell’Artsakh nel settembre 2023, quando lo stato dell’Artsakh si arrese agli azeri e cessò di esistere, oltre 100 mila sfollati armeni scapparono in massa verso l’Armenia propriamente detta. Ma molti disabili e persone anziane non hanno potuto farlo.
Non a caso il “Comitato internazionale della Croce Rossa” nel settembre del 2023 chiedeva lo spostamento sicuro tra Armenia e Azerbaijan per qualunque armeno: persone sane, persone anziane o persone con disabilità. E infatti la Croce Rossa stessa ha curato personalmente il trasporto ed evacuazione di circa 50 armeni con gravi necessità mediche, dall’Artsakh in Armenia.
L’immagine sotto è la mappa geografica dell’Armenia, dell’Azerbaigian e in rosso del Nagorno Karabakh.

Le cose non vanno di certo meglio in Ucraina, dove con la “Legge sulla mobilitazione in Ucraina numero 10449”, entrata in vigore il 18 maggio 2024, tale legge prevede che gli uomini che appartengono al 3° gruppo di disabilità, potrebbero essere arruolati se si offrono volontari. E a partire dal 1° luglio 2024 tutti gli ucraini disabili appartenenti al terzo gruppo, saranno obbligati al fare un esame medico se vogliono arruolarsi. Se la commissione militare emana l’idoneità, il disabile sarà arruolato…
E in Italia?
Il Ministro per le disabilità, Alessandra Locatelli, giustamente esulta per le riforme sulla disabilità recentemente varate in italia, tra cui la rimozione totale della parola “Handicap” dai testi di legge, e la burocrazia semplificata. Il che è un buon risultato, ma nel frattempo però i disabili vengono aggrediti in varie città italiane, come è accaduto di recente a Bari, Bologna e Torino.
Su questi aspetti dell’inclusione e rispetto dei disabili, pene più severe per gli aggressori, c’è molta strada da fare…
Invece dai nostri cugini spagnoli arrivano belle notizie! Più precisamente nella regione di Valencia, è stato scoperto e identificato lo scheletro della prima bambina Neanderthal, affetta da sindrome di down! Tina, così hanno chiamato la ragazza di Neanderthal, pare sia vissuta tra i 270.000 ed i 146.000 mila anni fa. Dagli esami forensi è stato appurato che aveva la sindrome di Down, non ebbe una vita facile poiché soffriva di una serie di gravi malformazioni; ma è sopravvissuta per più di 6 anni grazie alle cure e alla solidarietà del gruppo di cui faceva parte.
L’immagine sotto sono è l’ipotetica ricostruzione di Tina, accompagnata da un membro del gruppo di Neanderthal di cui faceva parte.

Tale recente scoperta ha portato gli scienziati a pensare che l’altruismo non sia una caratteristica esclusiva dell’Homo Sapiens Sapiens, ma suggerisce che anche i Neanderthal possedessero un profondo senso di empatia e cooperazione. A riportare questa importante notizia è stato il quotidiano “National Geographic España”.
Dulcis in fundo, dal Messico abbiamo la recente notizia della prima donna con sindrome di down, che è diventata avvocato!

Classe 1999, si chiama Ana Victoria Espino De Santiago e si è laureata all’Università Autonoma di Zacatecas (UAZ), e il suo prossimo obiettivo è ottenere un seggio nel Congresso dello stato federale di Zacatecas. A riportare questa importante e storica notizia è stato il quotidiano locale “NTR Zacatecas”.
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