Quando la religione diventa motivo di orgoglio, quando viene usata come un’arma, quando diventa un collante sociale e tanto altro…

Questo articolo è il frutto della mia collaborazione con il collega Nicola Agrillo, il tema è la religione e i suoi molteplici utilizzi nel corso della storia. È suddiviso in tre parti, al fine di facilitare la lettura del testo.

PRIMA PARTE (di Vincenzo Tartaglia)

Nel corso della storia la religione è stata utilizzata molte volte per vari scopi: politici, sociali, per scopi religiosi ovviamente e così via, in tutto il mondo. Di seguito saranno elencati vari esempi.

Basti pensare che nel corso dei vari imperi della storia, molti imperatori o Re si dichiaravano “Dio-Re”, ed avevano potere sia divino sia politico.

In età moderna, più precisamente nel Cinquecento, in Francia ci furono le sanguinose guerre di religione tra cattolici e protestanti.

E nel 1594, Enrico di Navarra pur di diventare il Re di Francia, abiurò il calvinismo e si convertì al cattolicesimo, pronunciando la famosa frase “Parigi val bene una messa”.

Successivamente il Re francese Enrico IV nel 1598, con l’Editto di Nantes, concesse la libertà di culto in tutto il territorio nazionale.

Nell’Ottocento, durante la colonizzazione europea sull’Africa e Asia, fu usata sulle popolazioni locali la scusa dell’evangelizzazione cristiana, insieme alla civilizzazione, perché le popolazioni locali erano considerate primitive sia a livello sociale, culturale, economico ma anche a livello religioso.

Questo è stato un esempio lampante di come la religione fu usata perfino durante una conquista militare e coloniale.

Questi sono alcuni degli esempi, ma oggi in età contemporanea non è cambiato molto, anzi vi sono diversi esempi che vale la pena di analizzare.

Negli ultimi decenni nella gelida Islanda si è verificato il ritorno e la annessa crescita della religione precristiana dei vichinghi, diventando così un esempio di orgoglio e riscoperta delle antiche radici.

In Islanda l’hanno chiamata “Ásatrú”, che significa “Fedeltà agli Asi”, ed è rinata negli anni Settanta del ‘900 grazie all’instancabile lavoro di recupero e riscoperta di tale religione da parte di Sveinbjörn Beinteinsson (1924-1993), uno scrittore e religioso islandese, che diventò de facto il primo capo della nuova comunità religiosa.

Tale comunità fu riconosciuta dal governo locale nel 1973, e secondo i dati rilasciati da ÁSATRÚARFÉLAGIÐ (la locale comunità Ásatrú) oggi più di 5.000 islandesi vi aderiscono, diventando così la seconda religione più diffusa nell’isola nordica.

Secondo quanto riportato da “Religion News Service”, un nuovo tempio dedicato alle divinità norrene sta sorgendo ora su una collina che domina il centro della capitale Reykjavik. Si sottolinea che è il primo tempio pagano ad essere costruito in Europa dopo più di 1.000 anni. Il tempio sarà aperto presumibilmente nel 2026.

Dall’Islanda ci spostiamo nei Caraibi, più precisamente nell’isola di Hispaniola, che è divisa tra la Repubblica dominicana e Haiti, dove la religione viene usata per distinguersi dal proprio vicino. In che senso? mi spiego meglio.

Le due nazioni caraibiche hanno avuto dei rapporti reciproci e una storia molto conflittuale e travagliata, ad esempio Haiti si è ribellata alla Francia e resasi indipendente nel 1804, mentre la repubblica Dominicana si rese indipendente da Haiti nel 1844.

Le due nazioni hanno delle profonde differenze politiche, culturali ed economiche anche se sono situate nella stessa isola, come raffigurato nella mappa geografica qui sotto.

Infatti il quotidiano milanese “Il Post” e il prestigioso e antico quotidiano dominicano “Listìn Diario” hanno pubblicato di recente degli articoli ben fatti e che elencavano le principali differenze tra le due nazioni, e tra le varie se ne sottolineano in particolare due:

Haiti ha una cultura orgogliosamente nera e viene largamente praticato il Vudù, mentre la Repubblica Dominicana si presenta come un paese bianco o meticcio e soprattutto di religione cristiana-cattolica.

I vari governi e dittature dominicane, in base a queste differenze e dualismi anche religiosi, hanno improntato le loro politiche nei confronti di Haiti.

Anche politiche impregnate di razzismo sfociate in vere e proprie carneficine come il “Massacro del Prezzemolo” del 1937, oppure con l’attuale costruzione del muro al confine con Haiti voluto dal presidente dominicano Luis Abinader, che dopo le votazioni del 19 maggio 2024 è stato appena rieletto.

Invece nel gigante sudamericano lusofono chiamato Brasile tra cattolici, pentecostali, altre religioni e governo ci sono alcuni problemi e peculiarità politico-religiose.

Negli ultimi decenni si è verificata un’enorme crescita degli evangelici e pentecostali a discapito dei cattolici, tant’è vero che quest’ultimi sono scesi drasticamente di percentuale: dal 90% nel 1994 al 68% nel 2023. Mentre gli evangelici-pentecostali sono attestati intorno al 22%.

Tutto questo secondo diversi sondaggi e ricerche brasiliane come ad esempio quelle effettuate da “Datafolha”, “O Globo” e IBGE (l’equivalente brasiliano dell’Istat italiano)

E la concorrenza dei pentecostali e sette evangeliche è fortemente agguerrita, e tra questi spicca la figura dell’influente leader e pastore evangelico Edir Macedo, che negli anni ’70 ha fondato la cosiddetta “Chiesa Universale del Regno di Dio”, in portoghese si chiama “Igreja Universal do Reino de Deus” (acronimo IURD).

L’immagine sotto è il pastore Edir Macedo Bezerra.

Un leader religioso estremamente potente, che non solo ha una sua Chiesa e fa il teologo e telepredicatore, ma è anche un imprenditore miliardario e negli ultimi anni ha ottenuto anche un enorme potere politico tanto da influenzare in modo considerevole le ultime elezioni presidenziali.

Infatti i politici e vari partiti politici brasiliani hanno osservato i recenti ed enormi cambiamenti sociali e religiosi presso il popolo, e adesso hanno capito che gli evangelici-pentecostali sono un consistente bacino elettorale da convincere a votarli durante le elezioni presidenziali.

E infatti così è successo con l’elezione di Jair Bolsonaro nel 2018 e di Lula nel 2022; anzi Bolsonaro è andato pure oltre, convertendosi dal cattolicesimo all’evangelismo poco prima di diventare presidente del Brasile.

Mentre l’attuale presidente Ignacio Lula Da Silva durante l’ultima campagna elettorale per le presidenziali, ha compreso che doveva “corteggiare” anche l’elettorato evangelico-pentecostale, non solo quello cattolico e delle altre religioni presenti in brasile (lo spiritismo, culti afrobrasiliani e altri culti sincretici) e infatti è riuscito a vincere le elezioni, entrando in carica a partire dal 1° gennaio 2023.

Ritornando a Edir Macedo, vale la pena ricordare che essendo un imprenditore molto ricco ha fatto costruire una sua enorme chiesa a San Paolo, inaugurata nel luglio del 2014 e che può ospitare oltre diecimila fedeli.

Anzi il 31 luglio 2024 sarà effettuata una cerimonia per festeggiare i 10 anni del tempio, come riportato dal sito web della chiesa. (Fonte: http://www.otemplodesalomao.com)

Fin qui tutto normale, anzi sembrerebbe logico che se ne costruisse una per la sua chiesa, ma la peculiarità è che sembra più una sinagoga ebraica che una chiesa cristiana e tante altre stranezze, nello specifico:

  1. La chiesa si chiama “Tempio di Salomone”, ma sta a San Paolo e non a Gerusalemme.
  2. L’edificio è stato ispirato alle caratteristiche architettoniche dell’antichissimo “Secondo Tempio di Salomone” che stava a Gerusalemme.
  3. La chiesa è stata interamente costruita e ricoperta di pietre bianche provenienti dalla città di Hebron, situata in Cisgiordania.
  4. C’è anche una consistente quantità di menorah ebraiche al posto di crocifissi.
  5. Il pastore della chiesa, ovvero Edir Macedo, analizzando il suo vestiario sembra più assomigliare a un rabbino anziché ad un pastore cristiano.

Le immagini sotto sono: il Tempio di Salomone della Chiesa Universale del Regno di Dio, e il leader Edir Macedo che assomiglia ad un rabbino mentre sta svolgendo la messa.

Per comprendere meglio lo sfarzo di tale Chiesa, della mimica e comunicazione para verbale, carisma, prossemica e vestiario di Edir Macedo, è consigliata la visione su Youtube delle pagine “Domingo Espetacular” e “Templo de Salomão”.

La figura di tale pastore evangelico è anche contornata da diversi scandali finanziari.

Infatti il giornale brasiliano “G1 Globo” nel 2009 pubblicò un articolo in cui si affermava che Edir Macedo insieme ad altre 9 persone fu accusato dalla polizia e governo per riciclaggio di denaro. In particolare il governo brasiliano affermò che lui e la sua Chiesa IURD si era appropriata indebitamente di denaro proveniente dalle donazioni di credenti. Nonostante diverse ombre oscure, Bispo Macedo continua ad essere molto influente.

Poi c’è anche l’altra faccia della medaglia di queste peculiarità politico-religiose, ovvero che negli ultimi anni in Brasile ci sono seri problemi di intolleranza religiosa. In particolare proprio le sette evangeliche-pentecostali sono coloro che maggiormente aggrediscono e discriminano le altre religioni presenti in brasile.

Infatti secondo quanto riportato dal giornale “G1 Globo” solo nel 2022 sono stati registrati ben 545 casi di odio religioso, e vengono denunciati tre casi al giorno.

Perfino la famosa cantante brasiliana Anitta, pochi giorni fa, dopo aver rivelato di essere una seguace del culto afrobrasiliano Candomblé ha subito insulti, odio religioso e perdendo circa 200 mila fans sui social che hanno smesso di seguirla indignati e non gradendo la sua scelta religiosa, come riportato dal quotidiano “Correio Braziliense”.

Il problema dell’intolleranza religiosa è diventato così considerevole che il governo brasiliano ha notevoli difficoltà nel risolvere il problema di odio religioso e, secondo quanto riportato dal quotidiano “Veja” di recente, perfino il Presidente Lula ha qualche difficoltà nel dialogare con gli evangelici-pentecostali, nonostante abbia vinto le ultime elezioni presidenziali grazie anche a loro…

SECONDA PARTE (di Nicola Agrillo)

Ogni 5 anni l’India è chiamata alle urne per il rinnovo del parlamento, composto da due camere elettive come la sua camera bassa detta “Lok Sabha” composta da 543 membri con 969 milioni di persone aventi diritto di voto.

Come sappiamo l’India è la Nazione con più popolazione a livello mondiale, superando la Cina a marzo 2023 con 1 miliardo 429 milioni di persone rispetto alla Cina che ne conta 1 miliardo 426 milioni di abitanti secondo il report “State of World population” prodotto dall’UNFPA agenzia dell’ONU per il calcolo della popolazione mondiale.

Queste elezioni dureranno 44 giorni, dal 19 aprile al 1° giugno 2024 spalmati in sette fasi per questioni legate alla sicurezza e per far permettere alla popolazione di raggiungere il proprio seggio elettorale, visto che l’India ha un territorio molto vasto.

Come già accennato l’India ha un territorio molto vasto, la “Election commission” dovrebbe inviare un supervisor per controllare le operazioni di voto ma non ce ne sono abbastanza per poterli reclutare e per questo le elezioni si svolgeranno a scaglioni.

Questa tornata elettorale è dominata principalmente da due grandi partiti, il primo è il Bharatiya janata party (BJP) attualmente al governo sin dal 2014 col premier Narendra Modi, è un partito di destra conservatrice e nazionalista indù.

Il secondo è l’Indian National Congress guidato da Rahul Gandhi, con tendenze socialdemocratiche, si considera laico e progressista guidando il paese da circa 50 anni.

Il principale partito al governo, il BJP è considerato uno strenuo difensore dei valori induisti e il suo elettorato è principalmente composto dagli integralisti indù che dominano in alcune aree del paese la vita quotidiana delle persone aggiunte da azioni di violenza contro gruppi religiosi, come i musulmani che rappresentano circa il 15% della popolazione totale, ne sono oltre 200 milioni gli indiani musulmani.

L’immagine sotto, è il premier indiano Narendra Damodardas Modi, in carica dal 2014.

Dal 2014 con il governo guidato da Modi, questa minoranza religiosa ha subito molte restrizioni e discriminazioni delle varie libertà e diritti fondamentali, come ad esempio la distruzione di diverse moschee e la revoca dell’autonomia della regione Kashmir a maggioranza musulmana.

I candidati del BJP provengono dall’organizzazione politica denominata “RSS” (Rashtriya Swayamsevak Sangh), un gruppo di matrice estremista di destra indù che compie violenze ad ogni gruppo etnico/religioso del paese.

Al contempo troviamo in Israele un vero e proprio predominio a livello religioso degli ebrei ortodossi, questa denominazione religiosa gode di un vero e proprio supporto a livello statale con diversi finanziamenti e sgravi fiscali, per questioni legate alla natalità e studi religiosi.

L’immagine sotto, ebrei ultraortodossi in Israele.

L’anno scorso si è verificato uno dei tanti atti di discriminatori contro la minoranza cristiana nella parte vecchia di Gerusalemme, un gruppetto di ebrei ultraortodossi hanno sputato addosso a dei fedeli cristiani come segno di intimidazione nei loro confronti.

La condanna è arrivata da parte del ministro degli esteri israeliano Israel Katz e dal suo omonimo palestinese che ha incolpato i leader dei partiti di estrema destra religiosi Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich. Si spera che dal nostro profondo del cuore che la libertà religiosa possa essere rispettata e tutelata dalle varie istituzioni.

Le fonti di questo paragrafo sono state: “Il post”, “Ansa.it”, “Tg24.sky.it”, “Geopop.it”, “Wired.it”, “Agi.it”, “Ispionline.it”

PARTE FINALE (di Vincenzo Tartaglia)

Ed infine la religione potrebbe anche riunificare una nazione, può sembrare una sciocchezza ma è così, un esempio recente lo è l’Irlanda con l’Irlanda del Nord.

Negli ultimi anni si stanno verificando considerevoli cambiamenti, in particolare nell’Irlanda del Nord nel 2022 i cattolici (al 45%) hanno superato i protestanti (al 43%), ed è stato un sorpasso religioso storico perché ciò pone Londra, Belfast e Dublino di fronte a diversi interrogativi circa il futuro dell’Ulster.

Perché l’Ulster, dopo la guerra irlandese-inglese del 1919-1921, era a maggioranza protestante e rimaneva fedele e aderente al Regno Unito, cioè agli inglesi, ecco spiegato perché c’è un pezzo di Irlanda che non è riunificato con il resto dell’isola.

Inoltre secondo un sondaggio IPSOS svolto nel 2021, la popolazione in entrambe le due Irlanda era favorevole e propensa allo svolgimento di un eventuale e futuro referendum incentrato sulla riunificazione e unità territoriale.

Non è da escludere che in futuro le due “Irlanda” potrebbero riunificarsi definitivamente in futuro.

Le Fonti di tale importante notizia sono “Aliseo”, “IPSOS” e “The Irish Times”.

Dulcis in fundo, in base a tali esempi elencati da me e il mio collega Nicola Agrillo, si può ben vedere come la religione, positivamente o negativamente, continuerà ad essere importante nella vita sociale e politica delle nazioni di tutto il mondo ancora oggi, non solo nell’antichità…

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