Dopo la vittoria e rielezione di Vladimir Putin alle elezioni presidenziali in Russia, prendendo ben l’87,28% dei voti, e quel che ne è conseguito dopo, urge una riflessione.
Alcuni hanno affermato che era scontata la rielezione di Putin, il che in parte è vero, e altre nazioni (in maggioranza occidentali) come l’Inghilterra, gli USA e tutta l’UE hanno affermato che le elezioni le considerano una farsa, non libere ed eque e quindi non le riconoscono.
Mentre molti altri paesi del mondo hanno fatto le congratulazioni ed è finita là.

Diremmo pure che era prevedibile la reazione isterica e infantile dell’Occidente, visto e considerato che negli ultimi due anni hanno “urlato ai quattro venti” che la “Russia deve perdere”, che Putin era moribondo et similia.
Ma il fatto più curioso ed eclatante di tutta questa faccenda è l’Ucraina e il loro presidente Volodymyr Zelensky, che ha affermato che considera il voto russo “non legittimo”.
Peccato però che proprio in questo mese, a marzo 2024, si sarebbero dovute tenere teoricamente le elezioni presidenziali in Ucraina, dalla quale il guitto Zelensky si è ben guardato dal farle usando la scusa della guerra in corso e rinviandole a data da destinarsi.
Però anche la Russia è in guerra, eppure le ha fatte lo stesso le elezioni, strano no?
Zelensky inoltre aveva paura di perdere nelle eventuali elezioni se si fossero svolte, in particolare avrebbe una insolita paura del generale Valery Zaluznhy, fatto rimuovere apposta agli inizi di febbraio 2024, sostituendolo con il generale Syrsky.

Infatti, come riportato da Analisi Difesa, secondo un sondaggio del dicembre scorso rivelò che l’88% degli ucraini ha fiducia del generale Zaluzhny rispetto al 62% nei confronti del presidente Zelensky.
Ma su questa singolare vicenda ucraina in occidente ed Italia nessuno ne parla, e ciò stride moltissimo con la propaganda degli ultimi due anni, dove hanno descritto l’Ucraina come una “democrazia”.
E pur di non digerire la realtà della vittoria di Putin, si riempiono le pagine dei giornali di elezioni russe non libere, fraudolente e così via…senza però nemmeno capire la volontà del popolo russo o di spiegare i reali motivi della rielezione di Putin o della sua elevata popolarità.
Se attualmente la popolarità di Putin è più del 77%, come riportato da Ria Novosti, e viene rieletto di continuo, bisogna anche guardare alla storia degli ultimi trent’anni della Federazione russa, che viene volutamente ignorata.
Non si tratta di essere “filo-putiniani” o chissà cos’altro, basta aprire un qualsiasi libro di storia o geopolitica per capirlo.
Prendiamo ad esempio il libro “Storia contemporanea” di Lucio Caracciolo e Adriano Roccucci pubblicato nel 2017.
Vi è espressamente scritto che tra il 1990 e il 1999/2000 la Russia visse un decennio terribile tra guerre civili (Cecenia), dissanguamento demografico, alcolismo dilagante, inflazione al 2500%, oligarchi che de facto comandavano la nazione ed un debolissimo ed alcolizzato presidente Boris El’cin, molto soggiogato alle influenze statunitensi anziché agli interessi nazionali.

Quando nel 2000 diventò presidente Vladimir Putin, la prima cosa che fece è proprio l’inaugurazione del “riscatto della Russia” sotto tutti i punti di vista: dentro e fuori a livello mondiale.
Negli ultimi 20 anni la Russia è cresciuta e rinata, e ciò spiega anche la popolarità di Putin presso il popolo russo, cosa che in occidente viene ignorata.
Anzi un presidente con la popolarità al 77% e rieletto per la quinta volta, in Europa non c’è…
Inoltre tutta questa isteria occidentale è dovuta anche al fatto che Putin non è come El’cin, un presidente debole e sottomesso agli USA.
La propaganda si scontra con la realtà ed i fatti storici assodati.
Giorgia Meloni è premier d’Italia con solo il 26% dei voti, molti politici italiani ricoprono spesso e più volte le cariche ministeriali nei vari governi che si succedono; “cambiano i ministri ma non la minestra” come diceva il cantante Ghali nella canzone “Cara Italia”, e gli italiani ben muti su questo…
Negli USA vi è tuttora un forte dibattito e sospetti che le ultime elezioni del 2021 siano state manipolate.
Il presidente francese Emmanuel Macron, secondo un recente sondaggio, ha un gradimento popolare del 28%.
Israele da circa 20 anni ha avuto più volte lo stesso premier, Benjamin Netanyahu.
Ed in tutto ciò le elezioni presidenziali e la Russia vengono definite “non democratiche”, mentre l’Occidente è immacolato…
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