Le pericolose e assurde derive del politically correct

Negli ultimi anni il “politically correct” ha preso piede e molta influenza in molte cose, ma se prima si cambiava o includeva qualcosa aveva un senso logico e sensato, adesso invece è l’opposto.

Partiamo dall’inizio.

Ad esempio prima per riferirsi alle persone di colore si diceva con il termine dispregiativo “negro”. E adesso è cambiato con i termini “nero”, “di colore”, “africano”.

Oppure, come nel mio caso, prima per indicare le persone sorde si diceva “sordomuto”, adesso “sordo”, come stabilito da una legge italiana del 2006. È più corretto come termine, visto che molti sordi oggigiorno grazie agli apparecchi acustici molto tecnologici e logopedia precoce, sentono e parlano, e non sono più muti. O perlomeno se ci sono e in forma grave dal punto di vista medico, sono pochissimi i sordomuti.

A livello LGBT il “politicamente corretto” ha una grande influenza. Ad esempio prima si diceva “frocio”, “finocchio”, adesso si dice correttamente “omosessuale”.

Ed è giusto così, il rispetto reciproco per chi ha orientamenti sessuali diversi è importante. Del resto gli omosessuali sono sempre esistiti, fin dai antichi Greci e Romani, chiedetelo a Giulio Cesare o Adriano, imperatori Romani notoriamente bisessuale e omosessuale.

Fin qui il “politicamente corretto” è ancora di buon senso.

Ma io voglio parlarvi di ben altro, cioè del livello di assurdità e degrado su cui sta scivolando.

Tenendo conto che io non ho NULLA contro gli omosessuali, lesbiche e altri orientamenti sessuali e li rispetto.

Però riguardo l’ideologia LGBT c’è un problema…

Uno dei problemi dell’”ideologia LGBT” è la sua radicalizzazione e decadimento, che stanno lentamente sfociando in alcune assurdità come:

1) un sdoganamento e normalizzazione della PEDOFILIA spacciata come un “orientamento sessuale”, come addirittura quanto affermato anche dal ministro della giustizia Carlo Nordio. È una cosa abominevole, i bambini non si toccano.

2) bambole di Barbie assurde come l’uomo Ken incinto. Se un bambino/a ci gioca con una bambola del genere, come glielo spieghi che gli uomini non possono e non fanno figli a livello biologico?!

3) la chiesa protestante Islandese, nel tentativo di invitare i bambini a catechismo, ha pubblicato locandine e immagini LGBT insieme a Gesù Cristo raffigurato come un trans, con seni femminili abbastanza vistosi. Che senso ha? Tecnicamente questa stramba locandina con un Dio rappresentato in modo oltraggioso, rientra nell’ambito e reato della blasfemia religiosa, è completamente insensata.

4) oppure il caso di Jørunda Viktoria Alme, un uomo norvegese che vuole identificarsi come donna/trans e disabile con una sedia a rotelle. Si identifica come trans e donna? Ok va bene.

Ma la cosa assurda è il fatto che è completamente sano, NON è disabile, può camminare normalmente e va in giro con una sedia a rotelle!

Jorunda Viktoria Alme

Io che sono sordo, e vedere questo “spacciarsi per disabile”, lo vedo come un grave insulto e mancanza di rispetto verso chi è veramente disabile!

Una deriva degradante e soprattutto senza senso.

Parliamo poi dei cartoni o live Action Disney, dove si sta stravolgendo la trama o i personaggi di molti film/cartoni.

Come nel caso del cartone Biancaneve, dove è scoppiata una polemica che vede al centro della discussione un bacio “non consensuale”: quello che il principe dà a Biancaneve per salvarla dal maleficio della mela avvelenata, il perfido regalo della strega.

L’ultima novità è il cambiamento della Sirenetta Ariel da carnagione bianca a carnagione di colore, ma che senso ha?!

Ariel del cartone originale a sinistra, la nuova Ariel a destra

Se veramente volevano includere minoranze oppresse come i neri, invece di deturpare un personaggio come Ariel, perché non hanno inventato un nuovo cartone/film con protagonista una ragazza di colore? Costava tanto crearne un film nuovo con un nuovo personaggio soltanto di colore? Allora sì che era veramente inclusione!

Altrimenti questa mania di cambiare personaggi bianchi in neri diventa razzismo al contrario, cioè verso i bianchi.

Non diventa ipocrisia adesso il politicamente corretto?

Ma il peggio non è ancora finito…

In Inghilterra, l’anno scorso, hanno sviluppato e lanciato una serie TV di storia, chiamata “Anne Boleyn”. Dedicata appunto ad Anna Bolena, la regina e consorte di Enrico 8° Tudor, vissuta nel 1500. Anna Bolena ovviamente è scontato che era una donna inglese bianca.

Anna Bolena

Nella serie TV come l’hanno rappresentata? Con un’attrice donna di colore…

L’attrice Jodie Turner-smith, di origini africane/jamaicane.

A tutto c’è un limite, perché qua non è inclusione, ma un completo e insensato tentativo di includere minoranze etniche che non c’entrano assolutamente nulla con un preciso periodo storico, e si assiste ad un tentativo di riscrivere la storia a livelli Orwelliani, se non peggio.

Fortunatamente la serie TV ha riscosso scarso successo, ma se avesse avuto l’effetto contrario, avremmo avuto a che fare con gente, che guardando la serie, era convinta che Anna Bolena era africana!

Va bene il “politically correct”, ma bisogna mettere dei limiti e adoperarsi affinché non cada in un livello così basso, pessimo e pericoloso, e sperare che ritorni il buon senso…

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