
Negli ultimi giorni si sono aperti un bel po’ di focolai di tensioni, alcuni veramente gravi e altri di intensità minore, come in Iraq per soliti e cronici problemi di instabilità politica oppure in Armenia e Azerbaijan dove si sono riaccese le tensioni militari ai confini. Le crisi più gravi però sono in Kosovo e Taiwan.
~ La crisi in Kosovo
Partiamo dall’inizio: il 31 Luglio 2022, dopo la decisione discriminatoria del governo Kosovaro di non riconoscere le targhe automobilistiche e i passaporti dei Serbi, la situazione è degenerata con valichi di frontiera bloccati e sparatorie lungo il confine tra Kosovo e Serbia. Ci sono stati feriti e un morto. Vengono anche mobilitate le forze speciali di entrambi i Paesi e viene messo in stato d’allerta anche il contingente militare ONU in Kosovo, composto da circa 4000 uomini provenienti da mezzo mondo, tra cui anche 638 italiani.
Quello che non dicono è che però qualche giorno prima della decisione del governo Kosovaro, il segretario di stato USA, Anthony Blinken era andato a Pristina (la capitale)… E guarda caso qualche giorno dopo ci sono state le sparatorie al confine con la Serbia.
La questione Kosovara è molto delicata perché è considerata parte integrante del territorio ancestrale sia dai Serbi, sia dagli Albanesi. La famosa guerra è finita nel 1999 e da allora soltanto congelata, con strascichi di tensione tra i due Paesi nel corso degli anni.

Da considerare anche che la Serbia è alleata della Russia per via della fratellanza e amicizia tra le due nazioni, odia la NATO e gli USA, visti i bombardamenti subiti durante la guerra e l’intervento della NATO nel ’99.
Il Kosovo a maggioranza albanese, invece, è amico dell’Albania ed è sotto l’ombrello degli USA che vi hanno installato una grande base militare lì chiamata “Camp Bondsteel”. È uno staterello piccolo, ma fallito e pieno di problemi di mafia e di enormi traffici di droga e esseri umani, perfino l’ex presidente kosovaro Hashim Thaci è accusato di traffico di organi umani, di droga e crimini contro l’umanità, e tutt’ora è impegnato e condannato in una causa giudiziaria al tribunale dell’Aia dal 2020.
È anche colpito dal fenomeno del radicalismo islamico (finanziato anche dai Turchi nell’ambito del loro sogno neo-ottomano di dominazione balcanica) con il proselitismo religioso, e all’epoca dell’Isis il Kosovo divenne il principale bacino di reclutamento dei jihadisti in Europa, in partenza per il Medio Oriente.

E se gli italiani pensano “Ma a noi cosa ce ne frega del Kosovo?! Lì si sparano da anni!” si sbaglia di grosso…
Perché le tensioni in Kosovo hanno ripercussioni anche qui in Italia, dato e considerato che c’è una folta comunità albanese e Kosovara e c’è anche la storica comunità italo-albanese dei Arbereshë, che sommandoli fanno oltre mezzo milione di persone; aggiungendo anche gli oltre 30 mila Serbi che vivono in Italia.
L’Italia ha più di tutti motivi, a maggior ragione, di far sentire la sua influenza e peso in quella regione infiammata e pacificarla, visti gli storici rapporti con l’Albania e la presenza di soldati italiani in Kosovo.
~ La crisi di Taiwan
Il 2 agosto 2022 si è veramente sfiorata la guerra mondiale. Perché?!

Perché la rappresentante degli USA, Nancy Pelosi ha voluto sfidare la Cina ed è andata in viaggio “diplomatico” a Taiwan.
A quel punto la Cina, innervosita dall’intromissione degli Americani nell’affare interno che hanno con Taiwan, ha mobilitato l’esercito nella provincia costiera del Fujian (quella più vicina all’isola) ammassando numerosi uomini e mezzi militari, e la stessa cosa i Taiwanesi con il loro esercito.
Mentre Nancy Pelosi raggiungeva Taiwan, più di 30 caccia militari cinesi hanno volato verso il suo aereo (protetto da caccia Taiwanesi e dell’esercito USA) e verso l’isola.
I Taiwanesi con la contraerea hanno sparato colpi di avvertimento, si è rischiato di essere ad un passo dallo scontro militare.
Ma (notizia da prendere con le pinze) pare che Donald Trump, dalla sua villa in Florida, abbia chiamato il premier cinese Xi Jingping e gli abbia detto di non abboccare alla provocazione di Pelosi e Biden, e di non far scoppiare la guerra perché nell’aereo c’era la sosia di Nancy Pelosi, e perché ha altra roba scottante che userà contro Biden alle elezioni USA del Mid-terms a novembre.
A quel punto il premier cinese ha fatto ritirare gli aerei, limitandosi a una furiosa protesta in forma orale.
Ma perché Taiwan e Cina litigano e gli USA si intromettono?
Perché praticamente la Cina con capitale Pechino è la “Repubblica Popolare Cinese” a trazione “comunista”, mentre Taiwan è “Repubblica di Cina” a trazione repubblicana, entrambe nate dopo la guerra civile cinese del 1949.
Il problema però è che la maggior parte dei Paesi nel mondo riconosce la Cina di Pechino e per la legge internazionale Taiwan è come se giuridicamente fosse una regione cinese e non indipendente.
Soltanto una quindicina di paesi nel mondo riconoscono Taiwan come nazione sovrana, che però non ha mai dichiarato la sua indipendenza ufficialmente altrimenti sarebbe scoppiata la guerra con i Cinesi, anche se per tutti questi anni entrambe le “due Cine” sono diventate buoni partner commerciali (e da notare che Taiwan produce 2/3 dei microchip nel mondo).

Ciò che fa ridere, è che in tutto ciò, gli USA riconoscono ufficialmente Pechino e non Taiwan, anche se con quest’ultima sono principali partner commerciali, principali fornitori militari e alleati.
Ma allora cosa vogliono gli USA con la questione Taiwanese?!
Semplice… intromettersi negli affari cinesi e contenere la loro ascesa in ogni modo.
Infatti se si guarda sulla mappa geografica la posizione di Taiwan, si nota subito che l’isola può fungere da perfetta spina nel fianco per i cinesi nel Mar Cinese e contenimento a scopo militare marittimo insieme al Giappone, Corea del Sud e le Filippine.
In più gli Americani hanno un debito enorme di 17 trilioni di dollari, e per risolverlo/assorbirlo, la cosa più semplice è una guerra mondiale.
Anche se non è così semplice farla scoppiare perché i cinesi potrebbero usare il debito Usa in mano loro come arma economica e far affondare il dollaro e gli USA. Infatti i Cinesi hanno in mano 500 miliardi del debito Americano.
Anche in questo caso ci saranno ripercussioni sull’Italia:
- a livello economico e capitalistico, dato che molte merci arrivano dai porti Cinesi e Taiwanesi;
- la NATO… Se gli USA si intromettono nella guerra e subiscono delle perdite, in base all’articolo 5 della NATO dove si deve aiutare un membro dell’alleanza che viene attaccato, ci ritroveremo in una guerra non voluta, lontana geograficamente e dovremmo mandare i nostri soldati in aiuto degli Americani;
- c’è una folta comunità cinese di 330 mila persone, soprattutto a Milano e Firenze con le famose Chinatown.
~ Speriamo che gli USA non si intromettano nella guerra e che non scoppi la guerra mondiale…
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