
L’Irpinia è un distretto storico-geografico dell’Italia meridionale che corrisponde pressappoco al territorio dell’attuale provincia di Avellino. Viene chiamata anche “l’Irpinia verde” in virtù della sconfinata natura che consiste di boschi, foreste, vasti campi agricoli e numerosi fiumi come l’Ofanto, l’Ufita, il Sele. Una terra modellata da numerosi altopiani come il Formicoso a Bisaccia, dove in epoca medievale Federico II andava a caccia con il falcone.
A fare da contorno alla natura vi sono presenti vari laghi come il Lago di Conza, il Lago Laceno, il Lago di San Pietro a Monteverde. Strano a dirsi, ma ci sono anche fenomeni vulcanici secondari con la mofeta di Rocca San Felice, ovvero la famosa Mefite, chiamata così in onore di un antica Dea Pagana Italica della zona. Dulcis in fundo, si citano anche le famose e altissime montagne del Cervialto e Terminio.

Le più antiche tracce umane nell’area risalgono al paleolitico o neolitico e si riferiscono a piccoli gruppi di cacciatori-raccoglitori. Ma fu soltanto verso il VI e il IV secolo a.C. che una tribù sannitica di lingua osca, gli Irpini, provenienti da territori più a nord, occuparono gradualmente l’intera area. Il loro nome derivava da quello del lupo (hirpus in lingua osca) perché era l’animale totemico della tribù, come il toro era l’animale totemico dei Sanniti del Sannio.
I centri abitati più famosi dove risiedevano gli Irpini erano:
1)”Compsa”, l’attuale Conza della Campania;
2)”Aquilonia degl’Irpini”, nell’attuale Lacedonia;
3)”Aeclanum”, l’attuale Mirabella Eclano.
Con le Guerre Sannitiche, i Sanniti per fronteggiare la minaccia Romana, riunirono varie tribù in un’alleanza militare, ovvero i Sanniti, gli Irpini, i Caudini, i Carricini e i Pentri. Erano dei guerrieri assai ostici nei confronti dei Romani, infliggendo umilianti sconfitte a quest’ultimi, come le “Forche Caudine”. Tuttavia nonostante la tenace resistenza, dopo 3 guerre, i Romani riuscirono comunque ad avere la meglio ed a dominare l’area.

Numerose strade romane attraversavano il territorio irpino: prima c’erano La Via Appia e Via Aemilia, successivamente la Via Minucia, la Via Aurelia e infine la Via Herculia. Fin dall’epoca imperiale romana, l’Irpinia fu separata dal Sannio, e aggregata dapprima alla regio II Apulia et Calabria (cioè alla Puglia) dall’imperatore Augusto, per poi passare in gran parte alla Campania a seguito della riforma amministrativa operata e voluta da Adriano.
In epoca Medievale l’Irpinia passò di mano a diverse dominazioni locali, straniere e suddivisioni territoriali, ad esempio: Federico II, il Principato di Benevento, Bizantini, Normanni, Aragonesi, Angioini, il giustizierato di Principato Ultra del Regno di Napoli, poi il Regno delle Due Sicilie fino ad arrivare all’unità d’Italia con la creazione dell’attuale Provincia di Avellino, quest’ultima diventata capoluogo nel 1806.
Attualmente i confini della provincia ricalcano quasi fedelmente i confini dell’antico giustizierato di Principato Ultra e i confini geografici dell’Irpinia.
Ovviamente, grazie a nuove scoperte archeologiche, vi sono reperti irpini in vari comuni della zona come Bisaccia, Avellino, Ariano irpino, Flumeri.
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